Alla ex Caproni sorgerà un museo dell’aeronautica
Il progetto, nato 10 anni fa, presentato a Villa Recalcati
«Non aprirà domani» come ci ha tenuto a precisare, presentando l’iniziativa, il presidente della provincia Reguzzoni: ma il museo dell’aeronautica, da anni sogno-ipotesi per dare una nuova vita pubblica all’ex fabbrica della Caproni e occasione per ricordare una delle glorie di questo territorio comincia a diventare una realtà.
Un progetto nato quasi dieci anni fa e che nelle prime richieste di finanziamento prevedeva la coabitazione con un museo della motocicletta, altra gloria industriale (peraltro anch’essa targata Agusta) del territorio. Il progetto presentato oggi in Provincia, presente tra gli altri oltre al presidente Reguzzoni anche il rappresentante di Finmeccanica – Agusta dott. Ghezzi, è invece molto più legato all’aviazione e lega passato e presente, storia e industria.
Anche perchè, innanzitutto, dei 28.000 metri quadri 12.000 resteranno alla proprietaria attuale, cioè Agusta Westland: che ha intenzione di farne "una sede internazionale prestigiosa" (e comoda, aggiungiamo noi, visto che l’aeroporto internazionale di Malpensa da lì si raggiungerà letteralmente a piedi…) e vedrà perciò convivere la storia dell’aviazione nazionale raccontata dai prodotti e dalle passioni varesine con le relazioni internazionali attuali della azienda leader dell’elicotteristica mondiale
Il Museo dell’Aeronautica occuperà comunque un’area di 16 mila metri quadrati interni, oltre ad un’ampia area esterna che, oltre ad accogliere alitri velivoli, farà da "ponte" visivo tra il museo dell’aeronautica e l’attività dell’aeroporto: potenzialmente, un colpo d’occhio notevole per gli appassionati di volo.
Un altro dei vantaggi dell’area espositiva sarà proprio la facilità con la quale potrà essere raggiunta, non solo dall’aeroporto (e il progetto prevede per i pedoni un percorso pedonale coperto e sopraelevato che terminerà con una terrazza panoramica) ma anche dalla provinciale 52 e dalla “336”, mentre un grande parcheggio sarà realizzato proprio allo sbocco delle due arterie e in prossimità del Museo.
Tra acquisto dell’area e lavori di realizzazione del Museo, l’operazione verrà a costare più di 14 milioni di euro: dell’acquisto si occuperà la costituenda Fondazione “Museo dell’Aeronautica” che nascerà apposta per l’occasione e vedrà come partner Provincia e Camera di Commercio di Varese, Finmeccanica, Stato italiano, Regione Lombardia, istituzioni sovracomunali e le principali aziende del settore aeronautico. In particolare l’acquisto dell’area, al costo di 8 milioni e 500mila euro, vedrà il contributo diretto dello Stato e della Provincia.
Il Museo si svilupperà intorno a tre temi portanti: storia, scienza e tecnica e società, arte e costume legate al mondo del volo. Sarà possibile seguire un percorso didattico che illustrerà le tappe della storia dell’aeronautica. Uno spazio sarà dedicato ai grandi trasvolatori italiani che, negli Anni Trenta, anni in cui l’aeronautica subì un deciso impulso, e furono compiute imprese memorabili per l’epoca. Il percorso storico accompagnerà poi negli anni della Seconda guerra mondiale, la ricostruzione, i giorni nostri.
Accanto alla storia, ci sarà spazio per la parte scientifica e tecnica che illustrerà nel dettaglio i risultati della ricerca aeronautica. Non mancherà uno spazio poi per all’esposizione dei velivoli, che verranno esposti in ordine cronologico così da permettere una visione “ a colpo d’occhio” dei progressi della tecnologia.
Una sezione , tra le dodici che troveranno spazio al Museo – sarà dedicata anche all’Aeronautica militare italiana, una ad Alitalia e alle precedenti società di trasporto aereo, dalla Lai ad Ala Littoria fino ad Aviolinee Italiane.Per la strutturazione del percorso culturale, il comitato scientifico del museo non è ancora nato: ma certamente dovrà farne parte Carlo Ferrarin, grande progettista aeronautico con la Caproni (il suo aliante Calif ha vinto nel 1979 il Compasso d’Oro, il più famoso premio di design italiano) e da sette anni promotore del progetto per un museo Caproni nella ex fabbrica di Vizzola Ticino insieme al fratello.
«Spero che i contenuti del museo siano improntati soprattutto alla storia della passione del volo, più che ai risvolti tipicamente industriali» ha auspicato Ferrarin, consulente scientifico e memoria storica (ha lavorato oltre che in Caproni anche in Agusta) della teconologia aeronautica "made in Varese".
Una speranza da coltivare e fare propria, perchè il futuro dell’industria aeronautica varesina si alimenta soprattutto con una sempre più diffusa passione per il volo.
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