Maroni attacca Lupi e il governo: “Su Malpensa non ci ascoltano”

"In questi ho cercato il ministro delle Infrastrutture, non ho avuto alcuna risposta nè da lui nè dal presidente del Consiglio". Secondo il Presidente della Regione a rischio ci sono 5000 posti nell'indotto

Maroni attacca il governo Renzi e il ministro Lupi, sulla importante partita che si gioca intorno al futuro suolo di Malpensa, rispetto alle scelte di Alitalia: «Sulla questione Malpensa non c’è alcuna novità: in questi giorni ho cercato il ministro delle Infrastrutture, invitandolo a venire qui ad esporci il piano Etihad, ma non ho avuto alcuna risposta nè da lui nè dal presidente del Consiglio». Il presidente di Regione Lombardia è intervenuto con forza rispondendo alle domande dei giornalisti, prendendo di petto il governo e sottolineando invece al contrario la «identica visione e identica preoccupazione» emersa dai confronti con il Comune di Milano e con Sea. C’entra il ruolo immediato dell’aeroporto in una Lombardia ormai alle porte di Expo, ma le preoccupazioni sono anche sul fronte occupazionale: «Se le notizie su Malpensa fossero confermate – ha sottolineato il governatore lombardo – il rischio è che, oltre ai 2500 esuberi di Alitalia, se ne potrebbero avere un numero almeno doppio in termini di rischio di perdita di posti di lavoro per l’indotto. Pensare che Malpensa diventi un aeroporto cargo è una sciocchezza, perché Malpensa è già oggi l’aeroporto cargo numero uno d’Italia e ha un numero di passeggeri che è uguale alla somma di Linate e Orio
al Serio, inoltre l’hub varesino nel piano del Governo è indicato come uno dei 10 [aeroporti strategici, ndr] italiani». Insomma: per Maroni la partita è apertissima e, senza il piano messo nero su bianco, poco valgono le rassicurazioni arrivate da Alitalia e dal ministro Lupi nei giorni scorsi.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Giugno 2014
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