Il Cairoli dedica l’aula di cittadinanza a Guido Galli
Il liceo classico varesino vuole ricordare la figura del magistrato ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980. L’intitolazione avverrà sabato 18 aprile alla presenza di Armando Spataro che,poi , parlerà agli studenti di “Principi di giustizia nella Costituzione”

Assemblea di istituto dedicata ai temi della giustizia e della legalità quella che vivranno sabato 18 aprile gli studenti del liceo classico Cairoli di Varese. Al Cinema Politeama, interverrà il dottor Armando Spataro che terrà una conferenza sul tema “Principi della giustizia nella Costituzione”.
Il magistrato prosegue, quindi, con gli incontri dedicati all’educazione alla legalità, incontri che hanno visto intervenire, tra le altre personalità, di Giuseppe Ayala, Giovanni Impastato, Raffaele Cantone, Francesco La Licata, Alessandra Cerreti.
Prima di incontrare i ragazzi, Spataro assisterà alla cerimonia di intitolazione dell’aula di cittadinanza e costituzione del liceo alla memoria di Guido Galli, magistrato e professore, assassinato a Milano dal Brigate Rosse il 19 marzo 1980. Alla cerimonia interverranno anche la figlia Alessandra Galli, il Prefetto dott. Giorgio Zanzi, l’Avvocato Luigi Colli in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di Varese,il dott. Cosentino in rappresentanza dell’Associazione nazionale magistrati, la dott.ssa Maria Dolores Rucci.
L’aula sarà uno spazio-laboratorio dove potranno continuare a svolgersi le molte attività realizzate dagli alunni del Liceo nel campo della Cittadinanza e della Costituzione, fungendo anche da luogo dove potranno essere conservati i materiali prodotti.
L’intitolazione a Guido Galli, decisa all’unanimità dal Collegio dei docenti e dal Consiglio di istituto, vuole ricordare un giudice e professore universitario stimatissimo, una figura quasi mitica di giudice istruttore, tragicamente assassinato dalle Brigate Rosse. Il giorno successivo alla sua morte il Corriere della sera con Giovanni Testori così commentava la foto del corridoio dell’Università statale di Milano dove era avvenuto l’omicidio: «Il codice che gli era caduto di mano resta aperto davanti agli occhi atterriti dei giovani e di noi tutti. Aperto a dirci cosa? Che la legge dell’umana convivenza è più forte di ogni Caino»
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