Golden State da favola: il titolo NBA è dei Warriors
La squadra di coach Kerr e della stella Curry ha battuto Cleveland in gara 6 (95-107) ed è tornata sul trono del campionato americano dopo 40 anni
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Ha il sapore della storia il trionfo, nella notte italiana tra martedì e mercoledì, dei Golden State Warriors, freschissimi vincitori del campionato Nba. La franchigia californiana – l’unica a non usare né il nome di una città né quello di uno Stato – è tornata a vincere il massimo torneo mondiale (95-107 in Gara6, quella che è valsa il 4-2 gialloblu) per club dopo ben 40 anni, negando la gioia del successo a Cleveland che il campionato non l’ha mai vinto nella propria esistenza.
Ai Cavaliers non è bastato neppure Lebron James, giocatore per larghi tratti irreale (basti vedere le sue statistiche nelle Finals): il “prescelto” ha provato a caricarsi la squadra sulle proprie spalle in tutte le partite, ci è anche riuscito spesso, ma alla fine ha dovuto arrendersi agli avversari e agli infortuni dei due compagni più quotati, Irving e Love oltre che allo stupendo gioco di Golden State.
Una squadra che ha avuto, giustamente, la propria superstar: Stephen Curry. Il play, figlio d’arte, ha sublimato in questi playoff una stagione regolare già strepitosa, coronata dal titolo di MVP e da una serie di giocate da urlo tanto al tiro pesante quanto nelle serpentine palla in mano, che hanno fatto impazzire tutti i diretti avversari. Ma Curry non è stato solo: Klay Thompson ha raggiunto la maturità dopo gli ottimi mondiali del 2014, mentre Andre Iguodala ha aggiunto prove di grande importanza – stanotte ha segnato 25 punti pesantissimi – è stato premiato come miglior giocatore delle Finali. E poi, tra i trionfatori (oltre al resto della rosa), c’è pure Steve Kerr, uno che ha imparato a vincere nei Bulls di Jordan e Pippen (era il tiratore che, con le sue triple, alleggeriva la pressione difensiva sul 23 di Chicago) e che dopo aver ricoperto vari ruoli ha vinto il titolo NBA all’esordio da capo allenatore. Se non è storia questa…
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