Migranti: in Prefettura l’incontro con sindaco e capigruppo
Si è svolto questa mattina l'incontro con il Prefetto sull'arrivo dei richiedenti asilo nell'ex Caserma della Guardia di Finanza. Saranno 50 al massimo e non arriveranno prima della fine di ottobre
Si è svolto questa mattina l’incontro chiesto al Prefetto di Varese dall’Amministrazione comunale di Lavena Ponte Tresa in merito all’arrivo nell’ex Caserma della Guardia di Finanza di Ponte Tresa di un gruppo di richiedenti asilo.
Il sindaco Pietro Roncoroni ha innanzitutto consegnato al dottor Zanzi le 730 firme raccolte in questi giorni dai promotori del gruppo “Forse Ponte Tresa non è il luogo adatto” e ha poi chiesto chiarimenti e delucidazioni su tempi e modalità dell’arrivo dei richiedenti asilo.
“Il Prefetto ha risposto a tutte le nostre domande e ci ha fornito informazioni sui tempi e garanzie sui numeri della sistemazione del gruppo di migranti – spiega Roncoroni – Ha altresì confermato che quella dell’ex Caserma della Guardia di Finanza è una scelta obbligata, perchè si tratta di uno stabile vuoto e non utilizzato, di proprietà dello Stato, il che permette di accorciare i tempi e le fasi autorizzative di fronte a una situazione che richiede risposte in tempi rapidi”.
In pratica il Prefetto ha confermato la destinazione dell’ex Caserma. Verranno sistemati e messi a norma il piano terra e il primo piano dello stabile, operazione che permetterà uan capienza massima di 50 persone: “Il Prefetto – precisa però Roncoroni – ci ha detto che i restanti piani dello stabile non verranno toccati e che cercheranno di restare su un numero di 40 persone“.
Per quanto riguarda i tempi non saranno sicuramente brevi: “Si parla di ottobre, ma anche più in là, perchè non sono ancora stati reperiti i finanziamenti per la messa a norma dello stabile che richiede opere significative per quanto riguarda impianti, riscaldamento ed arredi”.
Infine un chiarimento per quanto riguarda la gestione del centro: “Non c’è ancora nessuna notizia certa – spiega il sindaco – Si è parlato della Caritas di Como, ma sono solo consulenti della Prefettura per la nostra zona. Non è stato fatto ancora nessun affidamento né c’è una graduatoria“.
Roncoroni è soddisfatto dell’incontro: “E’ stato un confronto franco, ha ascoltato tutte le nostre osservazioni e risposto alle domande che come amministrazione e come cittadinanza ci poniamo. Inoltre si è impegnato a tenerci informati man mano che ci saranno novità”.
Per quanto riguarda la situazione in paese Roncoroni si dichiara tranquillo: “Sì, abbiamo consegnato le firme di chi è preoccupato e dice no, ma c’è anche una parte di popolazione che in questi giorni mi ha avvicinato e si è detta disposta a lavorare in termini di accoglienza e sostegno. Informeremo la cittadinanza man mano che ci arriveranno nuove comunicazioni”.
Intanto questa sera si parlerà di immigrazione e accoglienza nel corso di un incontro pubblico organizzato in parrocchia in collaborazione con la Caritas di Como.
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