Radio Missione Francescana, 25 anni con lo sguardo al futuro
Gremito di studenti l'incontro al Collegio Cattaneo per celebrare il traguardo raggiunto dalla radio indipendente varesina

Dalle “radio libere” al mondo digitale. Questo l’argomento affrontato nel convegno organizzato al Collegio Cattaneo per celebrare i 25 anni di Radio Missione Francescana, emittente ancora molto attiva sul territorio e nata in un periodo, il 1990, durante il quale non si parlava nemmeno di telefonini portatili o internet. L’incontro aveva come titolo “Lo spirito dell’etere” e si è svolto in un’aula magna gremita di studenti.
Vi ha partecipato il fondatore della radio Frà Gianni Teruzzi che è stato introdotto da Fabio Minazzi, preside della facoltà di scienza della comunicazione dell’Università dell’Insubria. Proprio Frà Gianni ha raccontato come la radio sia nata in modo clandestino, trasmettendo da un camper che è diventato una leggenda, perché non c’erano altri spazi a disposizione.
Proprio quel camper è stato ricordato da un altro relatore dell’incontro: Luigi Ambrosio, oggi giornalista di Radio Popolare che quando è nata Radio Missione stava muovendo i primi passi nel mondo del giornalismo e voleva assolutamente vedere quel camper. Presente anche Antonio Maria Orecchia, docente dell’Insubria, che ha invece contestualizzato la nascita di RMF all’interno del contesto delle “radio libere” che erano nate a partire dagli anni ’70, come contraltare all’informazione più istituzionalizzata e rigida.

«Nel 1985 mi ritrovavo a svolgere il ruolo di coordinatore del servizio di evangelizzazione dei frati cappuccini lombardi – racconta Frà Gianni nel proprio editoriale che celebra la ricorrenza -. Durante una missione popolare, momento straordinario di evangelizzazione tenutasi in una comunità parrocchiale, mi si affacciò alla mente l’interrogativo se non fosse possibile attrezzare una radio mobile da utilizzarsi ovunque, per raggiungere possibilmente tutti. Consultati alcuni tecnici ed operatori del mestiere, il progetto prese forma e si concretizzò».
«Il passato può risultare interessante, ma solo se si apre ad un futuro intriso di speranza. Quali prospettive e nuovi scenari si intravedono? – conclude Frà Gianni – Con l’avvento dei social e di internet a banda larga, a mio giudizio la comunicazione diventerà sempre più multimediale. Forse, in un futuro non lontano, non si parlerà più di radio, ma sempre e comunque di audio; non si vedrà più la televisione, ma una immagine o una serie di immagini in sequenza; non leggeremo più libri, ma utilizzeremo sempre un linguaggio ed una scrittura articolata di testi. In altre parole ci ritroveremo dentro una comunicazione mediata da supporti e canali comunicativi diversi da quelli utilizzati sino ad oggi. Questo comporterà uno sforzo ulteriore per confezionare un prodotto a livello di contenuto più qualitativo ed appetibile, da mediare simultaneamente con molteplici e variegati canali.»
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