Il treno da Malpensa “infiamma” la brughiera
Servirà davvero al servizio verso Milano? O solo al servizio locale? Intanto il territorio si muove: Legambiente ha dubbi, a Cardano si sogna la stazione, a Casorate è scontro

Si farà la ferrovia Gallarate-Malpensa? E quale sarà l’impatto locale? Il progetto preliminare già c’è: un doppio binario attraverso la brughiera e i boschi tra Cardano al Campo e Casorate Sempione, poi un curvone per affiancarsi al Sempione alle porte di Gallarate (anzi: i binari prendono il posto della Statale, che viene spostata di qualche metro, perdendo l’ultimo tratto alberato rimasto).
È, però, appunto solo un progetto preliminare, su cui ora si apre la partita del confronto sul territorio, come già è stato per altre grandi opere verso Malpensa, dalla superstrada 336 alla ferrovia T1-T2, alla Variante Statale 341 che costituirebbe appunto il terminale ovest del sistema di Pedemontana (in progetto, vedi qui).
L’utilità dell’opera è accettata da molti, nonostante ci siano nodi importanti da risolvere. Quello più significativo è – per così dire – un tassello “esterno” all’opera: la nuova ferrovia s’innesterebbe sulla direttrice del Sempione e poi sulla Milano-Gallarate, che però è una delle linee ferrate più trafficate d’Italia, al limite della saturazione (ne sanno qualcosa i pendolari di Gallarate, Busto o Legnano). In queste condizioni, si può pensare di inserire nuovi treni che proseguano fino a Milano? Il dubbio esiste, anche tra gli addetti ai lavori del mondo ferroviario. Il tutto, almeno finché non si realizzerà almeno il terzo binario Rho-Gallarate, che potrebbe alleggerire la “pressione” sulla linea (ma il progetto è per ora fermo, dopo la bocciatura). Il rischio è che si faccia una nuova ferrovia, per poi poterla usare solo a metà (come servizio locale Malpensa-Gallarate): insomma, un nuovo tassello di quel sistema incompleto e schizofrenico visto dal 1999 a oggi (clicca qui per approfondire).
Tra le voci critiche c’è sicuramente Legambiente, che ha preso posizione sia con i suoi responsabili regionali che con quelli locali: «La connessione di Malpensa alle Ferrovie dello Stato è già assicurata dalla bretella di Busto Arsizio» dicono da Legambiente Gallarate, che esprime una critica radicale: «Un nuovo sperpero di denaro pubblico» è il giudizio, accomunato a «quello effettuato per il collegamento tra il T1 e il T2, costato complessivamente 115 milioni di euro».
Se è vero che il collegamento verso Milano è già assicurato a Busto Arsizio, se è vero che la prosecuzione dei treni da Gallarate alla metropoli è (in queste condizioni) difficile, rimane l’utilità locale del collegamento locale, che sarebbe prezioso ad esempio per i lavoratori che dai dintorni devono spesso ricorrere all’auto privata per raggiungere l’aeroporto. A Cardano al Campo l’opposizione di centrodestra si spinge addirittura a chiedere di inserire una stazione intermedia nei boschi tra Cardano e Casorate: sarebbe «il giusto riconoscimento dei sacrifici che anche la nostra città ha fatto nel nome dello sviluppo di Malpensa», anche a fronte del fatto che Cardano è attraversata in pieno dalla superstrada 336 dove passano migliaia di auto e pullman ogni giorno (il centrodestra accusa anche la maggioranza di avere una posizione troppo ambientalista).
Se Cardano è toccata parzialmente dal progetto, ben maggiore è l’impatto su Casorate Sempione e su Gallarate, con il passaggio della ferrovia nei boschi e con la prospettiva di un grande cantiere che rimodellerà tutto il tratto di Sempione compreso tra i due abitati. A Gallarate l’amministrazione di centrosinistra non sembra certo intenzionata a fare le barricate, dopo che il progetto è stato rivisto stralciando il “supertunnel” che avrebbe attraversato l’area delle colline: «Le nostre richieste su Moriggia sono state accolte, l’impatto sarà minore, lavoreremo ancora in questo senso» è sostanzialmente il messaggio che viene dalla maggioranza, ma anche da alcuni settori dell’opposizione (come Donato Lozito, esponente locale di Ncd, partito che a Milano è in maggioranza in Regione). Più animata, invece, la discussione a Casorate Sempione: il sindaco Dimitri Cassani ha spiegato che non si schiererà contro («non saremo il comitato No-Tav») e che il suo approccio sarà orientato a ridurre l’impatto sul territorio, l’opposizione di centrosinistra l’ha accusato di essere troppo morbido e ha espresso la sua ostilità al progetto, a fronte delle questioni irrisolte sull’impatto dell’aeroporto sul territorio.
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Spero che Legambiente e Varese News portino avanti con serietà l’osservazione del progetto, non limitandosi a denunciare la mancanza di valutazione di impatto ambientale e altro, ma pubblicando dati e valutazioni