Pesca in acque interne, bocciata la proposta dei Cinquestelle
Al centro della polemica, la delega al Governo sul collegato agricolo. "Per lo meno si è discusso del problema"

“La montagna ha partorito un topolino” – così il deputato del M5S, Petraroli e attivisti assieme agli amici pescatori dove li unisce la passione del Carpfisching sul lago di Varese, in riferimento a quanto si è discusso nella giornata di giovedì alla Camera dei Deputati.
Al centro della polemica, la delega al Governo sul collegato agricolo.
Noi del M5S, avevamo proposto emendamenti che avrebbero inasprito le pene per chi compie attività di bracconaggio nelle acque interne con l’arresto fino a 3 anni e ammende fino a 15.000 euro, ampliandole anche ad altri comportamenti che i predoni delle acque fluviali e lacustri pongono in essere come l’utilizzo della corrente elettrica o di sostanze tossiche.
Non è passata la sanzione penale per chi utilizza strumenti della pesca professionale oltre ai limiti consentiti, attività che ha ridotto al minimo la fauna ittica dei fiumi e la sua delicata biodiversità.
Secondo l’Università di Ferrara, si è perso un terzo del patrimonio ittico, oltre ad aver creato un grave danno al mercato regolare e alla nostra salute.
Il problema è molto conosciuto nel lago di Varese, dove i bracconieri hanno trovato una vera e propria miniera d’oro rivendendo il pescato sui mercati italiani ed est europei creando danni ambientali inimmaginabili.
Non applicare pene più severe permetterà ai pescatori di frodo di continuare la loro attività illegale indisturbati“.
“Avevamo inoltre proposto che venisse inserita nella norma la sanzione per chi trasporta pesce vivo nei laghetti interni per farci business ma anche questa proposta è stata rigettata dal Governo.”
Discutere del problema in aula è servito comunque a portare a conoscenza il Parlamento di un problema che ha raggiunto delle proporzioni devastanti. “Ciò comunque non basta, visto che bisogna agire nell’immediato.” – con rammarico spiega l’attivista cittadino Jerry Calamaro con L esperto pescatore Claudio Marussi che da anni si spendono per sensibilizzare il problema.
Il Governo ha bocciato tutte le proposte di buon senso del M5S, suggerite anche dalle associazioni di pesca sportiva, dalla FIPSAS e dalle forze dell’ordine che si occupano di questo tema.
“Si è persa una grossa occasione per mettere la parola fine al bracconaggio. Speriamo che al Senato si possano correggere queste gravi lacune e trovare le risorse per garantire un controllo più esteso sui territori, dopo la recente soppressione della Polizia Provinciale voluta dal Governo. Non possiamo permetterci in alcun modo di consegnare nelle mani di delinquenti come i bracconieri, il futuro dei nostri fiumi e laghi”.
“Con l’occasione – Gli attivisti di Varese e con la contagiosa passione di Claudio Marussi, esperto pescatore di Carpfisching – per ringraziare tutti gli amici pescatori del “Catch and release”, tutte le forze dell’ordine, in particolare modo la polizia provinciale, che nonostante tutte le loro difficoltà e i continui tagli, da anni si spendono per salvaguardare la fauna ittica dei nostri fiumi e i nostri territori.”
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