Clerici chiede di non confermare Campiotti al Molina
Comunicato dell'ex assessore di Fdi Varese Cresce
Riceviamo e pubblichiamo
Capitolo Molina.
Premessa: la casa di riposo varesina è di proprietà di una fondazione i cui vertici vengono nominati dal Sindaco di Varese.
Secondo quanto affermato da alcuni esponenti politici e ripreso dalle testate locali, il cda della fondazione avrebbe emesso dei presiti obbligazionari per alcune centinaia di migliaia di euro in favore della società che controlla Rete55.
Sulla liceità di tale manovra finanziaria di esprimerà, nel caso, la magistratura, che è stata informata dei fatti.
I dubbi riguardano l’opportunità dell’operazione, non tanto perché il presidente del Molina è Christian Campiotti (segretario regionale Udc ed esponente della lega civica di Malerba, nonché legato da una storica amicizia – è cosa nota – al patron di Rete55, Lorenzo Airoldi), quanto perché la casa di riposo Molina, storica istituzione varesina, necessiterebbe di ben altri investimenti.
Da mesi ricevo segnalazioni da decine di cittadini (contribuenti) scontenti della qualità del servizio offerto ai propri cari, sempre più scadente sotto ogni aspetto (mensa compresa, su cui andrebbe aperto un capitolo a parte), sempre meno attento agli aspetti psicologici del ricovero, sempre meno orientato alle esigenze della persona.
Per tutti questi motivi oggi provvederò, dopo aver eseguito l’accesso agli atti amministrativi relativi alla gestione-Campiotti, ad inviare una lettera al sindaco Galimberti con la quale gli chiederò, a nome dei contribuenti e per il principio della prudenza, di non confermare i vertici della Fondazione, nominando un nuovo cda di garanzia che amministri la struttura secondo i criteri di economicità e trasparenza.
Il sindaco lo deve ai cittadini che pagano le tasse, ma soprattutto agli anziani che meritano rispetto e dignità.
Forse più di una rete televisiva.
Premessa: la casa di riposo varesina è di proprietà di una fondazione i cui vertici vengono nominati dal Sindaco di Varese.
Secondo quanto affermato da alcuni esponenti politici e ripreso dalle testate locali, il cda della fondazione avrebbe emesso dei presiti obbligazionari per alcune centinaia di migliaia di euro in favore della società che controlla Rete55.
Sulla liceità di tale manovra finanziaria di esprimerà, nel caso, la magistratura, che è stata informata dei fatti.
I dubbi riguardano l’opportunità dell’operazione, non tanto perché il presidente del Molina è Christian Campiotti (segretario regionale Udc ed esponente della lega civica di Malerba, nonché legato da una storica amicizia – è cosa nota – al patron di Rete55, Lorenzo Airoldi), quanto perché la casa di riposo Molina, storica istituzione varesina, necessiterebbe di ben altri investimenti.
Da mesi ricevo segnalazioni da decine di cittadini (contribuenti) scontenti della qualità del servizio offerto ai propri cari, sempre più scadente sotto ogni aspetto (mensa compresa, su cui andrebbe aperto un capitolo a parte), sempre meno attento agli aspetti psicologici del ricovero, sempre meno orientato alle esigenze della persona.
Per tutti questi motivi oggi provvederò, dopo aver eseguito l’accesso agli atti amministrativi relativi alla gestione-Campiotti, ad inviare una lettera al sindaco Galimberti con la quale gli chiederò, a nome dei contribuenti e per il principio della prudenza, di non confermare i vertici della Fondazione, nominando un nuovo cda di garanzia che amministri la struttura secondo i criteri di economicità e trasparenza.
Il sindaco lo deve ai cittadini che pagano le tasse, ma soprattutto agli anziani che meritano rispetto e dignità.
Forse più di una rete televisiva.
Stefano Clerici
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