Nella Bottega Costantini, custode di un’arte unica
Nata con l'incisore Marco Costantini, è portata avanti dalla figlia, dal genero e dalla nipote. La loro lavorazione è un'unica in Italia
Sono i custodi di un’arte unica, tramandata di generazione in generazione. Lena, Franco e Serena sono i fondatori della Bottega Costantini, un cognome che richiama alla tradizione dell’incisione su porcellana.
Il loro laboratorio si trova a Laveno Mombello, in via XXV Aprile. E’ uno spazio curato, con una grande vetrata e tre tavoli dove sono disposti gli attrezzi di lavoro: rulli, bulini, punzoni di metallo, ceselli, colori. Uno scaffale per posare le porcellane e un grande forno, nella stanza di fianco, dove cuocere i pregiati lavori prima di concludere il lavoro.
«Ha iniziato mio padre e per me è stato naturale proseguire» spiega Lena che fin da bambina ha visto lavorare lastre di rame tra inchiostri e spatole e che oggi porta avanti la Bottega con la figlia e il marito. «Questa è un’arte talmente complessa che la devi vivere per poterla fare».
Il padre di Lena, Marco Costantini è stato un pioniere dell’incisione per la decorazione di terraglia e porcellane. Negli anni ’50 ha lavorato alla Ceramica Lavenese realizzando opere sue ma anche per artisti come Antonia Campi, Leonor Fini, Mario Villani Marchi. Quando la fabbrica ha chiuso lui ha continuato a lavorare la porcellana, affinando le tecniche per la lavorazione tanto da presentare le sue opere in giro per il mondo. Una passione che ha poi trasmesso a tutta la famiglia. Dopo la sua morte infatti, nel 2003, la figlia, il genero e poi la nipote hanno portato avanti il suo lavoro.
«E’ stato durante l’impiego in fabbrica che ha sperimentato la prima decorazione in oro zecchino. Doveva realizzare un servizio da tavola per il Negus Imperatore d’Etiopia e ha preso spunto dal metodo inglese – spiega Lena -. Noi portiamo ancora avanti quella tecnica. Non sappiamo se è uguale a quella utilizzata in Inghilterra ma è semplicemente quella che ci ha insegnato lui».
Un lavoro certosino che richiede talento e manualità, unite ad una buona dose di pazienza e passione. La Bottega Costantini infatti, è specializzata nell’incisione di porcellana con oro zecchino e nella riproduzione di stampe su porcellana. «Per realizzare un piatto decorato ci vogliono circa dieci ore di lavoro. Ogni passaggio è fatto a mano e richiede il suo tempo». I risultati sono oggetti preziosi, unici nella decorazione e nello stile.

«E’ una tecnica che in Italia non fa più nessuno, oggi facciamo fatica a trovare anche le materie prime che servono per la lavorazione» spiegano Franco e Serena. «Ci è capitato di dover trovare soluzioni alternative ma non è facile». Gli strumenti di lavoro sono quelli di un tempo, conservati con cura, ma oli, acidi e carta di riso non sono più rintracciabili sul mercato.
«La ceramica, un tempo, era una tradizione ma oggi non è rimasto praticamente nulla – spiega Lena -. Le difficoltà di questo lavoro sono tante ma era un peccato lasciare in sospeso il lavoro del nonno. Ci ha lasciato in eredità un sapere unico». La Bottega Costantini conserva ancora oltre duemila lastre di rame incise a bulino con paesaggi del varesotto e non solo, e due torchi costruiti su misura, per le stampe.
Vicino alla bottega c’è una stanza dove è possibile acquistare i loro lavori. I prezzi vanno dai dieci euro in su ma il vero valore di ogni singolo oggetto inciso è nell’unicità dell’arte che conserva. «E’ quasi impossibile tramandare questa tecnica ma finché ci saremo noi andrà avanti».
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