Una giornata di studio dedicata ad Antonia Pozzi
Il 17 marzo nell'aula Magna del Collegio Carlo Cattaneo in via Dunant 7, il Centro internazionale insubrico esporrà il ricco e inedito archivio dedicato alla poetessa morta suicida

Un’ Antonia Pozzi inedita.
Non solo le poesie che l’hanno resa famosa alla fine del secolo breve. Ma anche fotografie, disegni, filmati rarissimi girati da questa donna straordinaria che si toglierà la vita giovanissima, a 26 anni, davanti all’abbazia di Chiaravalle.
A lei, il Centro Internazionale Insubrico dell’Università degli Studi dell’Insubria, dedica una giornata, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Archivi aperti” che si svolgerà il 17 marzo nell’aula Magna del Collegio Carlo Cattaneo, via Dunant 7, dalle 9 del mattino alle 17.30.
Era il 1938, anno in cui il fascismo sferra un duro colpo alla libertà individuale con le sue leggi razziali. In quello stesso anno Antonia scrive “forse l’età delle parole è finita per sempre”.
«Il nostro prezioso archivio e la biblioteca completa della poetessa milanese si è ulteriormente arricchito di oltre 5mila fotografie che testimoniano il suo grande amore per la natura e la montagna. Ci sono anche uomini, donne e bambini in questi scatti magnifici nei quali la poetessa coglie l’anima come faceva nei suoi versi – sottolinea il professor Fabio Minazzi, direttore scientifico del Centro Insubrico – possiamo definirle foto parlanti». Hanno già aderito all’iniziativa alcuni gruppi di fotografi che non perderanno l’occasione di visionare gli album inediti, insieme a studenti e docenti. L’invito è rivolto però a tutta la città di Varese, che potrà così conoscere e toccare con mano, lettere, quaderni, manoscritti autografi e tutti i libri che la Pozzi sfogliava nella sua biblioteca personale.
Un patrimonio donato un paio di anni fa al Centro Insubrico da parte della Congregazione delle suore del Preziosissimo Sangue ed in particolare dalla studiosa e archivista suor Onorina Dino.
«Il nostro intento è quello di omaggiare la poetessa creando un momento di incontro tra la sua arte a tutto tondo e la nostra città. Il legame tra la Pozzi e il nostro territorio è radicato e lo dimostrano le numerose cartolettere che spediva quando era in visita alla famiglia Binda sulle sponde del lago di Monate» chiarisce Marina Lazzari che con Giulia Santi e Stefania Barile del Centro Insubrico hanno lavorato all’iniziativa.
Venerdì si parlerà di un’artista completa non solo della poetessa incompresa in vita, che ha fatto i conti con la fama solo alla fine del Novecento. Per meglio comprendere la sua complessa personalità si potranno ammirare calcografie, sculture e assemblages dell’artista Anny Ferrario, alcune delle quali ispirate alla “folata di stelle” del componimento “Dopo la tempesta”. Le stelle, nonostante il travaglio interiore, sono comunque molto presenti nei suoi versi.
«Mi ha colpito sempre la sua oscillazione tra buio e luce, quasi come una personalità bipolare – puntualizza il Maestro Elliot Kingsley Kaye che eseguirà per l’occasione componimenti ad hoc ispirati alle liriche della giovane – credo che la mia musica abbia trovato in lei la sua poesia».
Una giornata insomma che permetterà non solo di scoprire una Pozzi inedita ma soprattutto di entrare nella sua essenza poetica, nella sua spigolosa e tenera spiritualità, nel suo mondo reale che Stefania Barile definisce bene “osmosi arte e vita”.
Poesia, arte e musica insieme: come si usava nella scuola di Milano fondata da Banfi, alla quale la Pozzi aderì con entusiasmo, che aveva l’abitudine di mettere in musica i versi poetici.
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