Al Gat si festeggia il 30esimo anniversario della Supernova 1987A
Una serata al Cinema Paolo Grassi con Marco Arcani che parlerà del tema "In attesa della prossima Supernova Galattica"

30 anni fa, esattamente il 23 Febbraio 1987 esplose nella Grande Nube di Magellano, una piccola galassia a due passi (200.000 anni luce…) dalla Via Lattea, la più famosa e studiata supernova della storia: denominata SN 1987A fu scoperta visualmente dall’astronomo canadese Jan Shelton ed immediatamente studiata da migliaia di astrofisici in tutto il mondo per i successivi 30 anni.
E questo per una ragione molto semplice: sono 400 anni che gli astronomi aspettano inutilmente l’esplosione di una Supernova (ossia della auto-distruzione catastrofica di una stella di grande massa) nella Via Lattea.
Il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese, ha deciso di ricordare il 30esimo anniversario della famosa Supernova 1987A con una suggestiva serata dedicata proprio alle Supernovae, precisamente alla prossima supernova che esploderà nella Via Lattea.
Lunedì 8 Maggio 2017, alle 21 al Cine Grassi di Tradate, Marco Arcani, parlerà infatti sul tema: “In attesa della prossima Supernova Galattica”. Marco Arcani è un tecnico elettronico che da molti anni si dedica alla rivelazione dei raggi cosmici, con strumenti (come il progetto ADA) da lui stesso realizzati. Si pensa, al giorno d’oggi, che proprio le Supernovae siano la fonte primaria del misterioso flusso di particelle ( i raggi cosmici appunto) che piovono di continuo sul nostro pianeta.
In particolare, nella serata di lunedì 8 Maggio, Arcani discuterà del problema molto ‘fastidioso’ della valanga di raggi cosmici ultra-energetici emessi da una supernova che esplodesse troppo vicino alla Terra. La verità è che negli ultimi 1000 anni sono state viste solo cinque Supernovae galattiche (l’ultima fu studiata da Keplero nel 1604) e, siccome si stima che nella Via Lattea debbano esplodere 3-4 Supernove ogni secolo, la prossima Supernova potrebbe esplodere da un momento all’altro. Il problema è che una Supernova troppo ‘vicina’ (diciamo entro 100 anni luce di distanza) emetterebbe tante radiazioni da distruggere ogni forma di vita sulla Terra. E si stima che solo una distanza di almeno 1000 anni luce eviterebbe problemi comunque seri al nostro pianeta. Unica possibile ancora di salvezza potrebbero essere i neutrini emessi da una Supernova vicina : essi infatti (non interagendo con nulla) arriverebbero in tempo reale sulla Terra e, se rivelati, lascerebbero (forse…) il tempo ai terrestri di fare qualcosa per evitare i distruttivi raggi cosmici, in arrivo con qualche anno di ritardo rispetto ai neutrini.
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