Addio alla contessa Caproni, l’erede del mito del volo
Era la figlia di Gianni Caproni, che sulla brughiera della Malpensa "inventò" l'aeronautica italiana. Anche Volandia sarà ai funerali

Anche Volandia dà l’ultimo saluto alla contessa Maria Fede Caproni di Taliedo, scomparsa a Roma all’età di 84 anni.
Una delegazione di Volandia, Parco e Museo del Volo in provincia di Varese, sarà presente mercoledì 8 novembre ai funerali nella basilica di San Lorenzo al Verano, a Roma.
La contessa Maria Fede Caproni di Taliedo – da sempre promotrice e sostenitrice del museo che nasce proprio nelle ex officine Caproni di Vizzola Ticino-Somma Lombardo – è morta ieri all’età di 84 anni.
«Maria Fede Caproni – ricorda Marco Reguzzoni, presidente di Volandia – è stata con i fatti concreti e con il grande entusiasmo fondamentale per la nascita di Volandia. Non mancheremo di ricordarla sempre».
Giovedì 9 sarà invece la volta della commemorazione della contessa nella Cappella mortuaria Caproni del museo, là dove un tempo – ai primordi dell’aviazione – si svolgevano le esequie dei piloti morti sul campo della Malpensa.
La famiglia Caproni, originaria del Trentino, impiantò le sue prime attività aeronautiche a Trento, allora nell’Impero austroungarico: patriota irredentista, Gianni Caproni si trasferì poi in Italia, proprio nella zona della brughiera della Malpensa. Qui volò – il 27 maggio 1910 – il Caproni Ca1, il capostipite dell’industria aeronautica italiana (fatto “volare” nel 2010 per pochi metri proprio a Volandia, in occasione del centenario, nella foto sopra). Nel 1940 Gianni Caproni, capostipite, ricevette il titolo nobiliare di Conte di Taliedo, dal nome della località di Milano dove si era insediata la principale fabbrica con il simbolo del caprone. Nel 2016 Volandia ha dedicato alla Caproni un percorso storico all’interno del museo; il percorso di visita della collezione, inoltre, si apre da sempre con la riproduzione dell’hangar in legno del primo aereo costruito in brughiera.
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