A Samarate c’è un po’ di discussione sulla “panchina rossa”

Anche qui sarà realizzata la panchina simbolo della lotta alla violenza sulle donne, ma in questo caso non è andata benissimo

Una panchina contro i femminicidi

In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne in tante località sono state inaugurate nuove “panchine rosse“, simbolo visibile, nella quotidianità, a ricordo delle vittime di aggressioni.

Quest’anno ad esempio si sono aggiunte Gallarate, Varese, ma anche a Cuveglio, a Orino, a Gavirate… A Samarate invece la proposta di una panchina si è rivelata divisiva.

Non sul messaggio e sul significato, ovviamente condiviso. Ma sul percorso per arrivare alla realizzazione (in programma mercoledì 29 novembre). A proporre l’installazione della panchina rossa è stata infatti la Fondazione Montevecchio (che gestisce la storica villa e il relativo parco), dopo che se n’era parlato anche in un frequentato spazio web, la pagina facebook Bacheca Civica.
Un salto in avanti che non è piaicuto in municipio. «Penso che l’organo predisposto alla decisione di creare un simbolo di riconoscimento sul territorio, debba essere il consiglio comunale» ha scritto Luca Macchi, assessore all’ambiente. «E’ una questione di democrazia è una questione di rispetto. Forse qualcuno vuole colorare quel rosso di politica, questo sarebbe il modo più sbagliato di esprimere l’impegno verso una questione così importante. Allora spero che nessuno possa sostituirsi al consiglio comunale nella decisione di creare un luogo simbolo sul territorio».

Dietro c’è anche la situazione particolare della Fondazione, che è orfana del presidente (l’ex consigliere comunale leghista Giorgio Borghi si è dimesso alcune settimane fa) e il resto del cda va avanti guidato dal vicepresidente Tiziano Zocchi. Che ha lanciato l’operazione panchina rossa e l’ha difesa anche di fronte alla critica (velata ma non troppo) di Macchi: «Nessuna intenzione di caratterizzare politicamente l’iniziativa, né di sostituirsi al Consiglio Comunale» ha ribattuto Zocchi. 

A favore dell’operazione della Fondazione è invece Eliseo Sanfelice, amministratore della pagina facebook Bacheca Civica Samarate. «Anche in altre città si sono mosse anche realtà associative o aziende comunali, a Milano ad esempio hanno creato panchine rosse l’Ordine degli Psicologi e l’Atm. Non capisco l’irritazione. La realtà è che l’assessorato alla cultura viene scavalcato da realtà private perché c’è un vuoto da riempire (va ricordato che era comunque prevista una iniziativa comunale, per la Giornata, ospitata proprio a Montevecchio ndr). Non è una concorrenza, è la presa d’atto del fatto che l’amministrazione si muove lentamente» conclude Sanfelice. Che segnala anche un precedente: la mozione approvata due anni fa, che chiedeva al Comune di costituirsi parte civile in caso di violenza, «è rimasta lettera morta».

Comunque una certa irritazione serpeggiava già nel weekend nel centrodestra al governo della città. L’assessore Macchi ha comunque messo in chiaro che la richiesta di procedere con un passaggio in consiglio è da interpretare come passaggio di condivisione da parte di tutti.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Novembre 2017
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