A Jerago il centrodestra si divide in due, Marino sfida Aliverti
Emilio Aliverti si candida in continuità con l'esperienza di Ginelli. Dall'altra la lista di Fratelli d'Italia, con Salvatore Marino, da giovedì non più assessore

Il centrodestra – saldamente al governo di Jerago con Orago dal 2008 – si divide alle prossime elezioni amministrative 2018. Emilio Aliverti e Salvatore Marino, entrambi assessori nella squadra di Giorgio Ginelli, si candidano sindaco con due diverse liste.
Marino, assessore all’ambiente e all’ecologia, si candiderà con una lista di Fratelli d’Italia, mentre Aliverti, delegato a bilancio commercio attività produttive, si candiderà sotto il simbolo di “Jerago e Orago Insieme”, la lista civica d’area centrodestra guidata appunto da Ginelli.
Se ne parlava da tempo, già dall’anno scorso l’ipotesi di un divorzio alle amministrative aveva creato qualche attrito in maggioranza. La giunta Ginelli è arrivata comunque quasi a scadenza naturale con l’assetto definito nel 2013, quindi anche con lo stesso Marino, sostenuto da Fratelli d’Italia che cerca nuovo spazio politico anche alle amministrative (mentre rischia di finire schiacciata, a livello provinciale, tra i vasi di ferro di Lega Nord e Forza Italia).

«Ho preso atto della legittima scelta del Sig. Marino Salvatore Rosario, al quale ho chiesto, su indicazione della maggioranza consiliare, di rassegnare le dimissioni allo scopo di sciogliere ogni ambiguità e fare chiarezza agli occhi del corpo elettorale» spiega in una nota Giorgio Ginelli (che nel 2013 diventò sindaco con un clamoroso 70%, battendo una curiosa alleanza civica tra centrosinistra e Lega). «Tale decisione non comporta modifiche in giunta né conseguenze sulla maggioranza consiliare poiché il Sig. Marino Salvatore Rosario non ha origine elettiva ed il suo partito non ha rappresentanti in Consiglio» nota Ginelli, con una punta di sarcasmo sulla forza elettorale del partito di destra. «Auguro cordialmente al signor Marino e a “Fratelli d’Italia” un buon lavoro per i futuri appuntamenti elettorali».

Lo stesso Marino ha presentato le sue dimissioni nella mattina di giovedì 11 gennaio. Non senza polemica: «L’esperienza che ho vissuto – scrive Marino a Ginelli – in questa amministrazione non è stata certo eclatante, è stata un’amministrazione impostata in modo molto personalistico, con scelte quasi sempre dettate da te senza un sereno confronto con la squadra di giunta. Giunta formata da rappresentanti politici e non che hanno contribuito alla tua vittoria».
La «goccia che ha fatto traboccare il vaso», scrive Marino al sindaco uscente, «è stata la repentina imposizione del futuro candidato sindaco, una sorta di passaggio dinastico». Sfida a due per l’eredità di Ginelli, finita male per Marino. Che parla di «scelta mai discussa e quindi non pienamente condivisa dalle forze politiche cittadine e provinciali», «un atto d’imperio» figlio della impostazione «personalistica» del sindaco.
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