Un fiore per far più bella Samarate: nasce Iris
La sigla nasconde il motto "Insieme per ripensare Samarate", con tante idee a partire dalla valorizzazione del verde, del patrimonio, dello sport

Come un fiore da far germogliare tra il cemento, come una storia da riscoprire tra le foto d’epoca e da trasformare in un pezzo di presente. Nasce così Iris, l’associazione Insieme Ripensiamo Samarate.
La presentazione ufficiale, al Caffè Teatro di Verghera, ha pubblico da grande occasioni, quasi cento persone venute a scoprire il progetto. «Rivediamo, ripensiamo rinverdiamo, riscopriamo, riutilizziamo: tanti sono i prefissi ri- a cui ci ispiriamo» ha esordito Francesco Tiziani, presidente del neonato sodalizio, fondato insieme a Emanuela Signorini, Cristina Ferrazzi, Domenico Aiello, Eliseo Sanfelice, Greta Mazza, Isabella Serasi, Leonardo Artuso, Sergio Mazza, Alessandro Ferrazzi, Lorella Macchi, Tiziana Bertagnoli, Giuseppe Luchetta, Marco Bonacina, Davide Martignoni, Stefano Locarno, Luigino Portalupi, Fabrizio Megretti, Teresa Saielli (qui accanto, il logo disegnato da Greta Mazza e Francesca Bossi).
«In questi anni siamo stati risucchiati dal privatismo, così è andata persa tanta visione laterale, aspetti anche notevoli sono finiti a margine della discussione sul paese» ha spiegato Tiziani nel bellintervento introduttivo per spiegare le regioni dell’associazione, «un lugoo senza steccati».
Tra i primi punti da cui partire sono state inserite le «iniziative per migliorare la qualità del paesaggio urbano, a salvaguardia dei valori che esso esprime», la «promozione civica», per «coinvolgere i cittadini nella riscoperta delle loro origini», la valorizzazione dello sport cittadino.
L’associazione prevede un intervento sulla città attraverso aree tematiche, con “responsabili operativi”. Così Emanuela Signorini, appassionata combattente nella lotta per salvare i tigli di San Macario, ha l’occasione di raccontare così i progetti per il verde e il paesaggio, a lungo vagheggiati e ora, man mano, concretizzati e condivisi. Un inizio c’è gi, quasi simbolico: «Abbiamo trovato questi iris blu che rischiavano di finire in discarica, li abbiamo curati e li abbiamo usati per lo spartitraffico sulla strada di fronte a Villa Montevecchio». Il fiore omonimo dell’associazione è diventato così simbolo di un primo passo: «Resistono, la gente si ferma, ci regala i fiori, chiede in cambio un iris». È la stessa operazione che si vorrebbe riproporre in altre zone, con progetti più ampi.
Domenico Aiello sarà invece il responsabile dell’area sport, visto anche come veicolo di aggregazione. E su questo l’associazione vuole riscoprire e ricostruire «la storia e l’evoluzione del calcio samaratese» con le sue diverse società, ma ha anche un sogno: «Riportare in uso il campo di via Borsi», storico terreno di gioco (fino a non molti anni fa) oggi abbandonato e incolto. «Fino a che non verrà riutilizzato per altro», precisa Aiello (da anni infatti è bloccato da una serie di progetti mutati nel tempo, ma non concretizzatisi).
Tra storia, identità e attualitù si muove invece l’intervento di Cristina Ferrazzi, responsabile operativo dell’area urbanistica. Il recupero e la tutela dei centri storici è uno degli elementi da cui partire: «I piani regolatori hanno consentito di costruire molto fuori dal centro, così non si è investito sui centri storici, si è abbandonato tutto quel patrimonio che fa parte della nostra storia».

Accanto al recupero dei centri storici (Samarate ne ha tre, se non quattro), anche altri temi, come ad esempio la promozione della mobilità dolce: si vuole partire da quella ciclabile per Cascina Costa pensata dal 1989, «pensata in una rete»: l’idea è di partire da una nuova cartellonistica per evidenziare la rete di percorsi che convergono dalla zona circostante e vanno verso la Valle del Ticino.
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