“Campo dei fiori, un centro commerciale vissuto come esperienza”
Presentato il "dietro le quinte" che ha portato all'apertura del quinto piano del Centro, che da dicembre ospita il Cinema Multisala Elettric e la zona Food Court

Un centro commerciale può essere vissuto come un’esperienza? È la domanda che si è posta la proprietà del centro commerciale Campo dei fiori di Gavirate che fin dalla propria nascita, avvenuta nel 2001, è alla costante ricerca di integrazione tra modelli di vendite e socializzazione. Nella giornata di giovedì 12 aprile, infatti, è stato presentato ufficialmente il “dietro le quinte” che ha portato alla nascita dell’ultimo piano, quello dove dallo scorso mese di dicembre sono operativi il cinema Multisala Electric e la zona Food Court.
«Il Centro ha una lunga storia – racconta a lato dell’incontro Giuseppe Bertani, per la proprietà della struttura -. Una storia progettuale che ha sempre puntato sull’esperienza delle persone che lo frequentano: basti pensare che il progetto risale persino agli anni ’80, dopo un viaggio compiuto negli Stati Uniti, quando era impensabile pensare di sviluppare un centro commerciale verso l’alto e non in maniera orizzontale. Oggi, con questo quinto piano studiato nei dettagli sempre nell’ottica dell’esperienza emozionale per le persone che lo frequentano, proseguiamo a sperimentare e innovare».

Multisala e Food Court sono infatti situazioni che sono state progettate, come hanno spiegato gli architetti chiamami a intervenire durante l’incontro, per aumentare la percezione di non trovarsi solo dentro a un centro commerciale, bensì a un luogo di socialità. «Oggi il centro commerciale Campo dei Fiori è un luogo di incontro socializzazione ed esperienza – ha spiegato Mara Borella, responsabile sviluppo del centro -. Con il nuovo logo a cui si aggiunge la frase “Liberamente tuo” ci avviciniamo ulteriormente al cliente. Questa proprietà non ha costruito solo per costruire ma ha costruito con il cuore. Per questo c’è stata una trasformazione che ha portato il centro a non essere una realtà impersonale ma vi è stato un lavoro che ha portato alla creazione un’identità ben definita: lo dimostrano il progetto della multisala e del food court»
A spiegare la sinergia tra contenuto e contenitore è stato l’architetto Tomaso Piantini: «Si è cercato di indagare dal punto di vista architettonico di sviluppare un equilibrio e un dialogo tra i punti di ristorazione e il cinema multisala. Questo ha permesso di indagare alla ricerca delle nuove idee: la prima è basata sul fatto di aver creato un equilibrio sullo spazio, la seconda è un dialogo innovativo nella multisala che potesse sorprendere lo spettatore».
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