“Il decreto dignità toglie a Varese una sponsorizzazione importante”
Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis: «Una grossa società di scommesse era pronta a entrare in "Orgoglio Varese" ma dovrà farsi da parte»

Un tweet di Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis, lanciato intorno alla mezzanotte, ha messo preoccupazione ai tifosi della Pallacanestro Varese di cui l’azienda gallaratese è main sponsor da quattro stagioni consecutive (con “vista” sulla quinta).
Ora molte decisioni cambieranno Complimenti a chi ha preso queste decisioni . Un grazie ai nostri rappresentanti locali Ora meglio ridurre investimenti non strettamente necessari . No pubblicità giochi d azzardo ? Peccato @PallVarese resteremo sempre tifosi ma …. https://t.co/6n7HZbhGkv
— Rosario Rasizza (@rasizza) 2 luglio 2018
Nel breve “cinguettio” Rasizza contesta il cosiddetto “Decreto dignità” approvato in tarda serata dal Consiglio dei Ministri. La sua protesta però – spiega a VareseNews – non è riferita alla sponsorizzazione principale di Openjobmetis con Pallacanestro Varese («Abbiamo sempre mantenuto la parola data» è la frase dedicata alla società biancorossa ndr).
«Nel decreto c’è una norma che impedisce sponsorizzazioni da parte delle società che si occupano di scommesse – sottolinea Rasizza – Io in queste settimane ho sviluppato un aggancio concreto con una importante azienda di questo ramo che sarebbe stata disposta a sostenere la nostra società di basket. Era una bella opportunità che il decreto ha cancellato, decreto sostenuto anche dalla Lega nella quale ci sono molti parlamentari locali e che a mio parere va contro le imprese e gli imprenditori». Insomma, quella frase “resteremo tifosi ma…” «è quella che mi è stata detta ieri sera dal mio interlocutore, dopo l’approvazione del decreto».
La società di betting citata da Rasizza avrebbe espresso il proprio impegno all’interno di “Orgoglio Varese”, il consorzio di sponsor che lo stesso imprenditore sta formando con l’obiettivo di acquistare una parte delle quote del club (ora detenute al 95% dal consorzio “Varese nel Cuore” e per il 5% dal trust “Il basket siamo noi”).
«Il progetto “Orgoglio Varese” prosegue – spiega ancora Rasizza – ma dovremo tirare di nuovo le fila: l’idea su cui stavo lavorando comprendeva cinque aziende, tre varesine e due esterne, entrambe danneggiate dal “decreto dignità”. Quindi sarà necessario ripartire con l’obiettivo di essere pronti per settembre».
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