Arrestato il sindaco di Lonate Pozzolo: avrebbe favorito il fratello
I carabinieri hanno arrestato Danilo Rivolta con le accuse di concussione, corruzione e abuso d’ufficio. Ai domiciliari il fratello e due imprenditori; per altri due imprenditori e la compagna del sindaco, assessore a Gallarate, l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

Questa mattina, martedì 16 maggio, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese hanno arrestato il sindaco di Lonate Pozzolo Danilo Emilio Rivolta.
Il fratello Fulvio e due imprenditori sono stati messi agli arresti domiciliari, mentre per altri due imprenditori e per la convivente di Rivolta Orietta Liccati, che è stata dirigente del Comune di Lonate ed è assessore all’urbanistica ed edilizia privata nel comune di Gallarate, è stato deciso l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria.
L’ordinanza di custodia cautelare e gli altri provvedimenti sono stati decisi dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura della Repubblica, con le accuse di tentata concussione, corruzione ed abuso d’ufficio.
I quattro imprenditori sono tutti della zona di Lonate Pozzolo
Secondo l’accusa, il sindaco di Lonate Pozzolo, abusando della sua funzione di primo cittadino, favoriva l’attività del fratello, titolare di un noto studio di progettazione immobiliare, e di altri imprenditori locali.
Sempre questa mattina i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Busto Arsizio, unitamente ai militari della Compagnia di Gallarate, stanno eseguendo numerose perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, nonché nei Comuni di Lonate Pozzolo e Gallarate ed in uffici di società di consulenze e progettazione a Pavia, Lonate Pozzolo e Gallarate.
La diretta della conferenza stampa in Procura a Busto Arsizio
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Tragga il signor Sindaco di Gallarate le naturali conclusioni e determini.
Appare evidentemente necessario mettersi e mettere la Giunta nominata al di fuori di possibili illazioni date dall’accostamento a fatti e soggetti in cronaca.
Appare altrettanto naturale lasciare che un Suo Assessore abbia la dovuta libertà di potersi difendere in un eventuale giudizio senza precludere o limitare l’agire dell’Amministrazione cittadina.
Un passo a lato, a esempio, Luigi Bossi e Nino Caianiello lo fecero.