La politica dl territorio sale in cattedra

Consiglio comunale incentrato sul documento d'inquadramento. La maggioranza: "il territorio va rivalutato". Forti dubbi dai banchi dell'opposizione

La politica del territorio ha tenuto banco all’ultimo consiglio comunale di sabato scorso. Obiettivo: l’approvazione del nuovo documento di inquadramento in cui si prevedono i nuovi indirizzi di intervento in materia urbanistica. 

"Con l’attuale Piano Regolatore" spiega l’assessore alla programmazione del territorio Giorgio De Wolf "pochi sono gli interventi che si potrebbero fare: con questo documento di inquadramento abbiamo voluto dare più spessore ai contenuti programmatici; contenuti che possono essere modificati, migliorati o aggiornati, qualora dovessero cambiare le esigenze socio economiche del territorio. Il PRG era molto rigido da questo punto di vista".

De Wolf ha spiegato come il territorio di Saronno sia già al limite della sua edificabilità (68%) e che non è possibile andare oltre: bisogna quindi puntare sulla riqualificazione, la riconsiderazione di determinate aree, per poterle così meglio sfruttare. Secondo i dati portati dall’assessore in una lunga, ma accurata, esposizione durata un’ora e mezza, la città necessità di queste modifiche territoriali. Saronno è infatti un grosso punto nodale nel quadro metropolitano (l’autostrada, la stazione, il collegamento con Malpensa). Ma la spinta al documento arriva anche da una nuova domanda produttiva da parte di piccole e medie imprese, dalla v olontà di un miglioramento della qualità abitativa, e delle problematiche della mobilità locale (il traffico e i parcheggi).  Grande attenzione è comunque stata rivolta alla salvaguardia ambientale con la conservazione sia del Parco delle Groane che quello della Lura.

Ma allora quali sono gli ambiti di riqualificazione urbana di cui tanto si parla? Oltre a una riconsiderazione sportiva della parte est della città e a una rivalutazione delle aree dismesse (edificate, ma inutilizzate), il nuovo documento va a parare soprattutto verso l’area Ovest della città: il Santuario, il Teatro Giuditta Pasta, la biblioteca, le scuole, le poste, fanno di questa zona, grazie anche alla vicinanza della stazione e dell’autostrada, la porta principale della città. L’assessore ha così esposto un’idea secondo cui le tre chiese, Pietro e Paolo, San Francesco e il Santuario, "diventino un nuovo punto forte della città, creando un asse pedonale che colleghi tutta l’area, asse che scavalcherebbe la ferrovia e che tramite la creazione di un sottopassaggio per le auto vicino al Santuario, rivaluterebbe anche il monumento, consentendo alla città di avere la sua nuova porta".

Nonostante i molti apprezzamenti per la qualità e l’accuratezza del lavoro svolto, molti sono stati gli attacchi della minoranza a questo documento che lo stesso assessore ha definito non essere un progetto, ma un documento politico verso cui la maggioranza vuole muoversi: secondo Guaglianone di Costruiamo Saronno Insieme "rimane scoperto il capitolo sulle aree dismesse", mentre secondo l’indipendente di sinistra Franchi "il documento è molto carente dal punto di vista sociale".

La votazione per l’approvazione del documento è stata netta: 18 i sì (la maggioranza, il Consigliere Forti, Repubblicani-Democratici-Laburisti), 2 gli astenuti (Lega) e 7 i contrari (centro sinistra, Rifondazione Comunista).

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Febbraio 2001
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