Fita_Cna: L’autotrasporto è a un passo dal tracollo

Prezzo del gasolio tra i più alti d’Europa, calo del trasporto delle merci, nessuna notizia del Governo sulla riduzione delle accise: la denuncia della crisi di un settore strategico per l'economia

In un settore in crisi ormai da tempo gli aumenti dei prezzi dei carburanti potrebbero metterlo definitivamente in ginocchio. A lanciare l’allarme per il comparto dell’autotrasporto contro l’assenza del Governo, è la Federazione Artigiani e Piccole e Medie Imprese del Trasporto Merci.

«Per le imprese italiane di autotrasporto merci è crisi profonda – afferma infatti FITA in una nota – Nel primo semestre 2004 si è registrato un calo delle merci trasportate a livello nazionale del 12%, mentre sul versante internazionale il calo della domanda ha raggiunto il 25% rispetto al 2002» Dati che secondo FITA hanno portato ad un calo complessivo del fatturato del settore del 3%, a fronte di un aumento dei costi di esercizio del 6,5%. «A tali incrementi – spiega ancora l’associazione degli autotrasportatori – bisogna aggiungere l’aumento del gasolio da autotrazione il quale, dall’inizio dell’anno, è aumentato in media assoluta dell’8% e, in media ponderale, del 4,1% cioè di circa 1.160 milioni di euro».

«In queste condizioni – afferma il presidente della FITA\Cna Varese Ticino Olona Dino Barcaro – ci auguriamo che l’intenzione del Governo non sia solo quella di fare cassa senza preoccuparsi delle ripercussioni economiche. E’ indispensabile, – prosegue Barcaro – quindi che il Governo dica con chiarezza se intende restituire una piccola parte delle accise incassate all’autotrasporto, oppure se non intende farlo».

La FITA, nel denunciare lo stato drammatico in cui versa il settore chiede interventi che possano calmierare la rincorsa dei prezzi e dare precise garanzie che consentano alle imprese di affrontare le scadenze che le attendono e mantenere così il corretto circolo produttivo e distributivo del Paese.

«Se a questo problema aggiungiamo l’avvio della procedura per il rimborso del bonus fiscale; il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore; l’introduzione della direttiva europea 15/2002 sull’orario di lavoro del personale viaggiante; il disegno di legge per la riforma dell’autotrasporto che determinerà la polverizzazione del settore e eliminazione di ogni regola tariffaria – continua Barcaro – Sono questi i problemi e le scadenze che da qui a gennaio rischiano di dare il colpo definitivo all’intero comparto del trasporto su gomma, che rappresenta l’80% di tutta la merce trasportata in Italia, già oggi duramente penalizzato da una assurda politica tariffaria e da costi incontrollati. Tutto questo sta azzerando la redditività delle imprese».

Che la situazione dell’autotrasporto merci è grave non è solo la FITA\Cna a dirlo: la stessa Consulta Nazionale dell’Autotrasporto – l’organo istituito dal Governo a sostegno e supporto del Ministero dei Trasporti – nella riunione dello scorso 6 settembre ha sottolineato l’esigenza d’intervenire sia sulle accise che sul costo industriale del gasolio: dal confronto con i prezzi degli altri stati europei l’Italia risulta infatti al primo posto nella graduatoria del prezzo industriale del carburante con € 0,3851 mentre è al secondo posto come prezzo al consumo € 0,946, seconda solo alla Germania.
Il gasolio ha subito, complessivamente, un incremento dal 1° gennaio 2004 pari all’ 11%: «A conti fatti – spiegato in una nota la FITA CNA – per un pieno di 600 litri l’impresa di autotrasporto spende da 1° di settembre 588 euro, 58 in più rispetto al mese di gennaio».

«Complessivamente – prosegue la nota – l’autotrasporto spenderà nel 2004 una cifra complessiva di circa 1.200 milioni di euro in più nei confronti dell’ esercizio 2003, senza poter contare né sugli aumenti delle tariffe di trasporto né sulle riduzioni delle accise da parte del Governo”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Settembre 2004
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