Il primo oro olimpico è di Carolina Crespi
La studentessa di Busto Arsizio ha vinto il concorso "Scrivere le Olimpiadi" inserito nel premio "Grinzane Cavour"
Le Olimpiadi invernali non sono ancora iniziate ma la nostra provincia ha già iniziato a farsi onore a Torino, grazie ad una studentessa di Busto Arsizio. Carolina Crespi, vent’anni, si è infatti aggiudicata il concorso letterario “Scrivere le Olimpiadi” inserito all’interno del prestigioso Premio Grinzane Cavour e organizzato in occasione dei Giochi.
Carolina ha vinto il premio della categoria “giovani” assegnato dalla Giuria dei critici grazie al racconto intitolato “Il sogno della pista proibita”.
Carolina, come è nato il racconto premiato a Torino?
«Da due mie passioni: quella per l’atletica leggera e quella per la scrittura. Ho praticato per alcuni anni mezzofondo prima a Busto, con la Pro Patria, poi a Milano con la Camelot, cimentandomi sugli 800 e sui 1.500 metri. Ora però ho smesso per qualche problema a un ginocchio e soprattutto per mancanza di tempo a causa dell’università.
Inoltre mi piace inventare racconti: ho già partecipato ad alcuni concorsi anche di buon livello come il “Premio Chiara Giovani” o quello promosso dal quotidiano “Avvenire”. Però è la prima volta che affronto il tema sportivo; di solito prendo parte a concorsi a tema: mi è capitato di scrivere di acqua, di bambini. Questa volta di Olimpiadi».
Di cosa tratta “Il sogno della pista proibita”?
«È la storia di una ragazza che pratica atletica leggera con la speranza di partecipare alle Olimpiadi. Poi, strada facendo, si scontra con situazioni poco pulite sulle quali si allunga l’ombra del doping. Con il passare del tempo questo fatto le fa perdere il divertimento, la gioia di praticare lo sport, tanto da smettere prima di coronare il suo sogno».
Una trama che spiazza il lettore, viste le finalità e il titolo del concorso.
«Già: infatti mi sono stupita parecchio quando mi hanno comunicato la notizia della mia vittoria. D’altra parte però ho raccontato qualcosa che mi sentivo, che alcune mie amiche in passato hanno toccato con mano».
Quando hai iniziato a scrivere racconti?
«Ho avuto la fortuna di incontrare, al liceo scientifico, una professoressa di lettere molto brava, Rosa Gallazzi, che mi ha dato una mano quando ho steso le prime tracce. Da lì ho proseguito a scrivere e non ho più smesso, nemmeno ora che frequento filosofia alla Statale di Milano».
A Torino sei venuta a contatto con il mondo letterario di primo piano, visto l’importanza del “Grinzane Cavour”. Com’è stato l’impatto?
«La sensazione è stata quella di essere parte di un evento che faceva da contorno a qualcosa di più grande, ovvero le Olimpiadi. Però la cerimonia di premiazione è stata molto piacevole e mi ha dato l’opportunità di incontrare persone che ammiro. Penso ad esempio allo scrittore Giuseppe Culicchia del quale avevo letto diversi libri: ho potuto parlare con lui, si è dimostrato molto gentile».
Cosa troviamo nella tua biblioteca?
«In assoluto il mio autore preferito è Daniel Pennac, ma mi piace molto leggere anche i classici della letteratura, soprattutto gli italiani. Poi acquisto molti romanzi moderni, magari del genere “fantasy”, autori come Stefano Benni».
A questo punto sei “obbligata” a seguire le Olimpiadi.
«Ad essere sincera preferisco di gran lunga i Giochi estivi a quelli invernali. Non sono particolarmente appassionata delle discipline della neve, anche se sicuramente mi informerò sui risultati delle competizioni. Magari seguirò le gare di salto che mi sembrano le più emozionanti».
La vittoria nel concorso servirà a riportarti sulle piste di atletica?
«Vedremo: quando ero tesserata a Busto ero costretta ad allenarmi ad Olgiate. Ora stanno costruendo un nuovo impianto in città: magari farò riposare un po’ la penna per farmi qualche sgambata sul tartan!».
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