Internet è nell’aria

Presentato al teatro Apollonio Eolo, il progetto per connettere tuta la provincia senza fili

«Io abito a Morosolo, uno dei comuni varesini non coperti dall’Adsl. Ogni giorno, per mesi, ho guardato la selva di antenne del Campo dei Fiori e mi sono detto “certo che se mettessi una bella antenna wireless, non avrei bisogno di aspettare l’arrivo della linea adsl". E’ nato così, per esigenza di un utente che con internet ha a che fare da quasi vent’anni, il progetto che vi presento ora».
A parlare è Luca Spada, amministratore delegato di Ngi: una vita all’avanguardia della connettività internet, prima vittima di quello che il progetto Eolo, presentato a stampa e istituzioni pubbliche stamattina 21 febbraio 2007, cerca di risolvere.
Un  progetto che consente con una semplice antenna piazzata in un punto visibile – ne più né meno come avviene per le radio e le televisioni – di fare “bye bye”  a tutte le rogne dell’adsl e persino al canone telecom: perché quell’antenna non solo permette di far arrivare in casa internet con una antennina romboidale di ricezione, ma permette anche di usare i telefoni VoIP, cioè quelli che chiamano e ricevono telefonate sfruttando la rete internet.

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Antenne “eolo” in provincia 4 di 8

Un sistema non solo per connettersi del futuro, ma anche per riuscire ad aggirare il monopolio Telecom, «che non solo è un monopolio telefonico, ma fa concorrenza sleale nella fascia dell’offerta Internet». E che dovrebbe colmare  tutte le lacune internet delle piccole zone prealpine della provincia, con un investimento totale per l’azienda di circa 300mila euro. «Tutti a carico nostro, naturalmente – precisa Spada –  siamo una azienda privata, che non fa mistero di voler fare un business. E che semplicemente offre ai comuni copertura internet a costo zero, in cambio semplicemente di un posto accettabile dove mettere l’antenna. Al resto pensiamo noi».

Eolo parte dalla provincia di Varese, ma non si ferma lì. Lo scopo finale, per l’azienda, è infatti quello di «espandersi orizzontalmente, nell’area pedemontana: quell’area dove di solito l’adsl la vedono con il binocolo». Con l’intento sì di far guadagnare la sua società – che tra l’altro ha anticipato i dati di bilancio che prevede ricavi 2006 per oltre undici milioni di euro, il doppio rispetto al 2005, e utili a un milione e mezzo di euro, circa il 14% dei ricavi – ma anche di fare un servizio sociale: mettere in modo semplice il futuro a portata di tutti.  

L’intervista a Luca Spada

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 21 Febbraio 2007
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