Cuvignone, alla scoperta del mito

Anche quest'anno il "Laghi" ritrova la prova regina. Quella che fece sognare i tifosi nelle notti dei primi Anni '80

Quando sul finire degli anni ’70, nacque il Rally di Varese, la prova speciale del Cuvignone c’era già: negli anni precedenti infatti passava di lì il "333 minuti" e da quel momento, quelle tortuose strade a cavallo tra la Valcuvia e la Valtravaglia, si sono contaminate di rally.

A differenza di altri tratti però, il Cuvignone è entrato nel mito, nella leggenda. Non c’è pilota che non lo ricordi. Il “Cuvi” è così. Nel corso degli anni è stato preso, girato, capovolto, ribaltato ed invertito ma è sempre restato il “Cuvignone”. La sua percorrenza “tipo”, ovvero la più celebre, era quella che partiva dalle ultime case di Nasca, saliva fino al celebre “curvone di S.Antonio”, scollinava al passo e scendeva fino a Vararo. Quel “destra lungo” che tanti navigatori non faceva dormire, è stato soprannominato il “Turinì” di Varese: grazie al bivio che dava verso Arcumeggia, migliaia di spettatori si sono appollaiati sulle motte di S.Antonio per incitare i loro beniamini: da quel Walter Rohrl divenuto poi campione mondiale, alle mitiche Lancia Stratos con cui il gallaratese Biasuzzi si impose per cinque volte, alle derapate roboanti delle Porsche di Uzzeni e Cuccirelli, alle 037 di Mainoli e Miele o alle Lancia Delta di Maneo ed Ogliari. Il fascino, poi, di gustarsele in notturna col fascio potente di luci ad illuminare la strada è qualcosa che resta ancora nel cuore di chi piantava le tende in quella montagna.

Quanti rally ha fatto vincere e quant perdere il Cuvignone; motori fumanti messi alla frusta, freni incandescenti e numerose “pigiate” a vuoto: la prova speciale più selettiva!
Con gli anni, il Cuvignone ha perso la sua conformazione originale. Dapprima la formula invertita con partenza da Cittiglio alta ed arrivo a Nasca, poi la fusione con il S.Michele e l’imbocco a S.Antonio per scendere a Nasca o salire in vetta ed infine, la soluzione di quest’anno. Partenza dal bacino di Cittiglio, e arrivo alle prime baite dopo il rifugio Adamoli, nel punto cioè in cui terminava lo scorso anno. Ogni volta cambia; un anno ha un pezzo in più, un anno uno in meno. Così difficilmente ci sarà la possibilità di confrontare i tempi e battere quello che Leoni fece sul finire dei ’90. Ma questo forse non conta. Saranno cambiate le vetture, non si correrà più nella stessa stagione, non ci sono più tutti quei nomi da brivido pieni di blasone ma lui c’è sempre, ancora e più che mai. Sempre con il suo indelebile nome: Cuvignone!

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Pubblicato il 19 Marzo 2007
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