L’ultimo saluto a Tarusha nell’indifferenza della città
Nella chiesa di Giubiano la comunità cingalese ha salutato il bambino morto domenica scorsa al Del Ponte. Nessun rappresentante dell'ospedale presente al funerale. Lunedì la salma volerà alla volta dello Sri Lanka
A salutare per l’ultima volta il piccolo Tarusha nella chiesa di Sant’Ambrogio a Giubiano c’erano la comunità cingalese, gli avvocati della famiglia del bambino, Giacomo Garancini e Marina Curzio, qualche cittadino che conosceva la famiglia. Persino la pioggia non ha voluto mancare a questo appuntamento. Assenti, invece, i rappresentanti dell’ospedale. Nessun medico, nessun primario, nessun direttore generale o sanitario, nessun politico, nessun sindacalista. È vero, c’era il cappellano dell’ospedale, don Roberto, che celebrava insieme a don Giuseppe, ma la sua presenza era scontata.
«Una dottoressa mi aveva detto che sarebbe venuta» dice, fuori dalla chiesa, Preetika la madre di Tarusha. Da quando è iniziata questa dannata storia, è la prima volta che piange in pubblico.
La messa è stata recitata sia in italiano che in cingalese grazie alla collaborazione di madre Padma, una suora originaria dello Sri Lanka che vive a Varese. La madre del bambino, Preetika, è buddista, il padre, Ivano, cattolico. Hanno voluto che il loro figlio ricevesse l’ultimo saluto dalla comunità varesina.
I cingalesi sono arrivati in chiesa alla spicciolata. Nel Varesotto vivono circa 500 famiglie originarie dello Sri Lanka. Sono tutti a servizio nelle case o nei ristoranti: colf, badanti, portinai, lavapiatti e camerieri. Si vede che hanno fatto uno strappo ai loro orari di lavoro. Entrano in chiesa trafelati, vestiti con quell’eleganza d’altri tempi che solo gli immigrati sanno avere. Tengono in braccio i bambini e sul volto la preoccupazione di essere in ritardo. Portano fiori bianchi, regali e generi alimentari, in particolare frutta di ogni tipo, e incensi.
«Nella nostra tradizione – spiega suor Padma – il bianco rappresenta la purezza, la frutta servirà ad affrontare il viaggio. L’incenso, invece, viene acceso perché lui possa essere profumato come Dio».
Una grande foto del bambino è stata posta sull’altare. La cugina di Tarusha, Harshani, depone una corona, fatta a mano, di piccoli garofani bianchi. A messa finita, la ragazza non mollerà quella foto a nessuno, stringendola al petto tra singhiozzi e accenni di sorrisi di tenerezza verso il cuginetto.
Lunedì sera la salma di Tarusha sarà imbarcata a Malpensa, fino ad allora rimarrà nella camera mortuaria del cimitero di Giubiano. I genitori partiranno per lo Sri Lanka sabato sera.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Takaya su "In questo momento il numero esatto di letti del futuro ospedale unico non è importante"
lenny54 su A Gaza stanno massacrando i bambini
Felice su Sassi contro gli autobus di Autolinee Varesine, identificati e denunciati gli autori
Felice su Rischiano diecimila euro di multa per aver abbandonato rifiuti nei boschi ad Arcisate
UnoAcaso su Posti letto 'raddoppiati' all'ospedale unico Gallarate-Busto: "Una giustificazione insostenibile"
Roberto Morandi su Ancora un incidente in via Forze Armate a Gallarate, investito un ciclista di 13 anni
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.