Dentro ai locali del rave party

Le telecamere di Varesenews entrano nell’ex latteria che ha osepitato nel corso del weekend la festa senza regole e improvvisa. Degrado e vandalismi la fanno da padrone

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Prima e dopo il rave, il degrado 4 di 7

Una struttura un tempo linda e produttiva e oggi decaduta, nella quale si entra con facilità. «Perfino il cancello d’acciaio si sono portati via: evidentemente un metallo prezioso anche di questi tempi». A parlare è Enrica Mara, sorella di Giancarlo, l’ultimo direttore di quella che un tempo era la Centrale del latte di Busto Arsizio e che oggi è occasionale luogo di ritrovo per ladri e ladruncoli, vandali e occupati abusivi. I protagonisti dell’insolito rave party di domenica notte sarebbero stati giovani tifosi del Foggia accampati alla bell’e meglio in attesa del match con la Pro Patria; dietro si sono lasciati evidenti tracce del proprio passaggio, come immondizie, bottiglie, sembra persino due porcellini arrosto (!) cucinati per sfamare l’allegra compagnia.

La nostra breve visita inizia dal cortile, già quasi presentabile grazie agli sforzi di un dipendente al lavoro per ridare dignità al luogo tra mugugni e improperi assortiti per la poca vigilanza. L’aspetto del luogo è cadente: appena otto anni sono bastati a mandare praticamente in rovina una struttura funzionale, chiusa, come ribadiscono gli ex gestori, per i mancati allacciamenti alle fognature. Allacciamenti cui peraltro i privati devono contribuire, ma che fino agli anni novanta qui non si sono visti. Il sindaco Farioli, contattato, dichiara di non concoscere nel dettaglio la vicenda, ma promette attenzione ad ogni ragionevole richiesta nell’ambito del PGT (Piano di governo del territorio), nuovo strumento di programmazione territoriale che l’amministrazione comunale sta finalmente inziando a studiare. La Centrale, da PRG, è area destinata a servizi: gli ex dirigenti vorrebbero trovare il modo, se non di farla tornare all’antica funzione, di "sbloccarla" urbanisticamente, di non farne crollare il valore. Prima i graffitari (ed è il meno), poi i ladri di rame, che hanno fatto saltare la centralina elettrica rubando i cavi, quindi vandali e occupanti abusivi assortiti hanno assaltato la struttura. È il triste scenario delle aree industriali abbandonate, che si ripete con poche varianti un po’ ovunque: un assaggio di Medioevo post-tecnologico che ricorda sobriamente, e in piccolo, quanto sia sottile la linea tra la civiltà che crea e la barbarie che distrugge.

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Pubblicato il 25 Settembre 2007
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