Rave party alla ex centrale del latte
È successo nella lotte fra sabato e domenica: i Carabinieri hanno identificato alcuni degli organizzatori. L'ex direttore: «L'immobile è abbandonato a se stesso»
Viavai continuo per tutta la notte, urla, musica al massimo; in altre parole, un rave party. E’ quanto avvenuto la notte fra sabato 22 e domenica 23 settembre nella ex centrale del latte di Busto Arsizio, sita all’imbocco della superstrada per Malpensa. Una pattuglia dei Carabinieri si è portata sul luogo, constatando di avere a che fare con un ritrovo in piena regola di ragazzi dediti allo sballo. I militari hanno proceduto a controlli nelle prime ore della domenica, identificando alcune persone, senza – almeno per ora -ulteriori provvedimenti. Alcune decine, al più un centinaio, riferiscono dal comando di compagnia, le persone che hanno preso parte al ritrovo festaiolo a suon di musica elettronica "pestata" ad alto volume. Non prima della domenica pomeriggio gli organizzatori avrebbero levato le tende con i materiali impiegati.
Il fatto è stato segnalato a Varesenews dall’ex direttore della centrale del latte, Giancarlo Mara, pensionato, che ci ha inviato qualche foto (vedi galleria) per testimoniare il degrado della struttura, da tempo abbandonata. «Sabato sera sul tardi sono stati visti aggirarsi sul posto dei furgoni e delle persone. Siccome in passato nella ex centrale si erano verificati ripetuti furti, rimasti purtroppo impuniti, abbiamo avvisato le forze dell’ordine» riferisce. L’episodio è l’occasione per l’ex direttore fare un po’ di storia della struttura, ridottasi in uno stato deplorevole, come lamenta Mara, dopo la sua chiusura nel ’99. «Siamo stati attivi come produzione fino al ’92, e per la distribuzione ancora altri sette anni. Abbiamo poi dovuto chiudere perché negli anni non era stato realizzato il collegamento alla rete fognaria: le norme sanitarie ci imponevano di essere collegati ai depuratori» racconta. Il mancato allacciamento è solo l’ultimo anello di una serie di errori che Mara imputa alle amministrazioni comunali bustocche succedutesi nel tempo. L’edificio, prosegue, fu costruito nel 1960 per ospitare la centrale, gestita dalla società Sabla S.p.A che fin dal 1932 riuniva un buon numero di produttori locali, poi ridottisi nel tempo con il progressivo declino dell’agricoltura bustocca stretta fra cemento, asfalto e politica agricola comunitaria. Nel 1982, secondo gli accordi iniziali, la centrale avrebbe dovuto diventare di proprietà del Comune, ma nel frattempo la CEE mise il veto su questo genere di accordi e la cosa non andò in porto. A complicare le cose furono poi e revisioni di PRG all’inizio degli anni Novanta, secondo quanto riferisce Mara: «il terreno della centrale del latte fu destinato a servizi, e l’immobile è rimasto invendibile». Da qui un lungo abbandono e una serie di atti vandalici, furti, occupazioni abusive, cui si è aggiunta due notti fa l’"onta" di un rave party.
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