Da New York alla Liuc per formare gli “ingegneri del futuro”
L'ateneo castellazese ha ospitato il professore Frederick Wu di Ibm
Una collaborazione nata due anni che si sta rafforzando sempre di più. È quella fra l’Università Carlo Cattaneo e l’Ibm e che settimana scorsa ha portato in cattedra a Castellanza il professor Frederick Wu, research scientist presso il centro di ricerca T.J. Watson IBM di New York. Wu ha tenuto delle lezioni sulle metodologie innovative nell’ambito del corso in Service Oriented Management Engineering (Some). «La motivazione principale che ha spinto IBM a lavorare sulla "scienza dei servizi" in Italia – spiega Carla Milani, manager dell’azienda e responsabile dei rapporti con le università – è la volontà di affiancare gli atenei italiani nell’introduzione di questa nuova disciplina accademica. Vogliamo preparare i nostri studenti a diventare professionisti in grado di lavorare in modo efficiente nel mondo dei servizi».
L’università di Castellanza è attiva da anni con un corso di laurea in Ingegneria gestionale e nel 2008 ha attivato il corso Some, una sorta di “mini master” per gli studenti al quinto anno. «In questa seconda edizione – spiega Aurelio Ravarini coordinatore del corso – ci stiamo orientando verso il mondo della ricerca. Per questo proponiamo agli studenti di sperimentare le tecnologie studiate sui banchi in stage in Ibm». Sono tre gli obiettivi principali di questo corso: formare gli “ingegneri gestionali del futuro”, avviarli al mondo del lavoro e aprirli al settore della ricerca. Ed è proprio per questo che per una settimana – dal 10 al 17 novembre – è stato invitato Frederick Wu. Il professore a New York lavora in uno dei gruppi di ricerca più prestigiosi di Ibm che in passato ha generato premi Nobel e novità che hanno cambiato la faccia dell’informatica. Le sue lezioni si sono inserite in un ciclo di insegnamenti che mira a rompere le contrapposizioni che esistono fra settori produttivi primario, secondario e terziario. L’industria infatti è in continua trasformazione e sempre di più bisogna parlare non semplicemente di aziende, ma di aziende di servizi. Il contributo del ricercatore americano si è quindi incentrato sulle metodologie da utilizzare per comprendere al meglio come un’organizzazione può passare dal fornire un “prodotto” a “prodotto più servizio” utilizzando nuove metodologie. Nelle ore di laboratorio infatti i tredici studenti hanno potuto utilizzare alcune tecnologie estremamente innovative che Ibm sta ultimando.
Un’esperienza importante quindi, sia per i ragazzi che per il professore. «Mi è davvero piaciuta questa settimana in Italia – conclude Wu -. Gli studenti sono brillanti, attenti e motivati ad apprendere e ho notato che durante il mini-laboratorio, hanno lavorato con impegno per completare gli esercizi. Devo ringraziare il professor Ravarini e la Liuc per l’organizzazione di questo corso e avermi invitato a tenere queste lezioni».
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