Dagli orti di guerra a quelli anti-crisi e la città si riscopre bucolica
In molti già praticano questa soluzione e si sono accaparrati in comodato piccoli appezzamenti di terreno che coltivano con ortaggi. Il consigliere Corrado: «Orti tra i palazzi contro la crisi»
Alcuni già lo fanno, altri (molti) potrebbero seguirli. Orti scaccia-crisi in città è questa l’ultima proposta che il consigliere comunale Antonio Corrado presenterà in consiglio sull’esempio di una risoluzione già approvata dal Comune di Legnano e riportando in auge gli orti di guerra di Milano durante la Seconda guerra mondiale. L’idea è quella di utilizzare appezzamenti di terra di proprietà comunale per darli in comodato d’uso ai cittadini che vorranno coltivarli e ricavarne prodotti della terra. L’esperimento non è nuovo, a Milano sono stati i privati stessi a dare il via a questa pratica mentre negli Stati Uniti si progettano grattacieli con terrazze coltivabili. In tempo di difficoltà economiche e di conti che tornano sempre con maggiore fatica l’idea dell’orto cittadino è sicuramente nell’ottica sia del risparmio che del ritorno alla tradizione contadina di cui Busto ha, ormai, vaghi ricordi che si spengono con l’industrializzazione.
«Sono sicuro che in molti approfitterebbero della possibilità – spiega il promotore dell’idea Antonio Corrado – i primi saranno di sicuro gli anziani ma credo che non saranno gli unici. Vista l’esperienza del comune di Legnano non sarebbe male provarci anche qui. L’ideale sarebbe mettere a disposizione i terreni del Parco Alto Milanese che si trovano a ridosso del confine con Castellanza, lì dove qualcuno vorrebbe il nuovo stadio. Io penso che l’orto pubblico è più utile e urgente del nuovo stadio». La crisi è tra le maggiori preoccupazioni dei cittadini, su questo non ci piove, ma il terreno indicato da Corrado fa gola a molti. «Penso che questo progetto sia utile e di semplice attuazione – sostiene ancora il consigliere di Rifondazione Comunista – il terreno c’è e basterebbe far pagare un canone simbolico ai cittadini-contadini, così come è giàstato fatto con un gruppo di gattare che segue una colonia felina».
La pratica esiste già, in molti prendono appezzamenti di terreno comunale per coltivarlo e a dirlo è l’assessore all’ambiente Alberto Armiraglio: «In una striscia di terra del comune tra Beata Giuliana e Redentore questa pratica è già in uso – spiega l’assessore – alcuni coltivano questi piccoli pezzi di terra per ricavarne un po’ di verdura di stagione mentre in terreni più grandi altri ci hanno chiesto la possibilità di coltivarli. Anche nel parco Alto Milanese ci sono terreni coltivati, proprio quelli a cui fa riferimento il consigliere Corrado. Credo che l’idea di fare pubblicità a questa soluzione non vada scartata». Quindi coltivare in città è già possibile mantenendo, comunque, il decoro urbano come sottiolinea ancora Armiraglio: «L’importante è mantenersi entro certi limiti – conclude l’assesssore – in qualche caso siamo dpovuti intervenire per smantellare la baracca di qualche cittadino-contadino con la mano un po’ pesante ma per il resto non c’è nulla da rimproverare a chi pratica questa soluzione».
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