Fine di un tormentone. La “quadra” è servita

È stato un parto laborioso quello della nuova Giunta, attesa almeno da giugno ma in realtà abbozzata da Farioli nei principi base fin dall'estate 2007

La Giunta Farioli bis è realtà, ora de iure oltre che de facto, dopo un anno e mezzo di rinvii, finte, discussione dietro le quinte. La "quadra", ricorda il sindaco, si era trovata ufficiosamente già negli ultimi giorni del 2008. Le festività natalizie evidentemente hanno portato in regalo alla maggioranza quella compattezza che per diciotto lunghi mesi, e in particolare negli ultimi sei, pareva mancare. Più che a scontri fra i partiti, si era assistito a discussioni interne, anche sofferte, e a uno sfiancante tiro alla fune fra sindaco e Forza Italia-An-Lega-UDC, ognuno con i suoi "pallini" e volontà da far rispettare. Alla fine l’operazione, divenuta molto più delicata del previsto, è andata dunque in porto. Farioli ha la "sua" Giunta, che sarà costruita intorno ad obiettivi e non più a mere deleghe, e con figure almeno in parte da lui scelte e fatte mandare giù a partiti recalcitranti. Questi ultimi conservano i loro equilibri reciproci, alterando mimamente quelli interni solo nel caso di Forza Italia, con il "sacrificio" di un Gigi Chierichetti che si mormora per nulla contento, ma non commenta.

«Privilegeremo i fatti alle presentazioni, come nel nostro stile. Comunque presenteremo gli assessori uno per uno, ognuno con i suoi obiettivi da raggiungere». Così Gigi Farioli, che a chi fa osservare il tempo trascorso dalle sue prime proposte di rinnovamento della Giunta (un anno e mezzo), e i sei mesi senza gli assessori a Bilancio e personale – nove dall’annuncio delle loro imminenti dimissioni: una gravidanza più che un processo politico –  ricorda «abbiamo impiegato questi mesi per risolvere dei problemi». E viene in mente qualcuno che di mestiere, appunto, "risolve problemi". Perchè a Palazzo Gilardoni non ci si è fatti mancare nulla, in materia.

Farioli tiene a sottolineare l’operato della sua prima Giunta da metà 2006 a fine 2008. Per prima cosa, andava "raddrizzato" il Comune: "vasto programma", avrebbe detto un fine politico come De Gaulle. «Avevamo ereditato una situazione mediocre e drammatica» rievoca Farioli. Tutto per la serie "c’eravamo tanto amati": dell’amministrazione precedente, quella di Rosa, faceva parte buona parte anche della sua nuova Giunta (Reguzzoni, Armiraglio, Fantinati, Castiglioni). Poi l’allora sindaco leghista fu defenestrato dalla maggioranza, in testa il suo stesso partito (gennaio 2006), e si andò al voto anticipato.

Reinsediati dai bustocchi a furor di popolo, i partiti del centrodestra e il nuovo sindaco Farioli non hanno perso tempo. «In due anni e mezzo non abbiamo assunto un solo mutuo» rivendica il primo cittadino, «in compenso abbiamo stanziato per opere pubbliche dieci volte quanto fatto dalla precedente amministrazione». Il merito forse più grande e concreto, fra i tanti che Farioli elenca, è quello di avere riaperto la collaborazione e il dialogo con i Comuni confinanti, essenziali per quel ruolo di piccola "capitale", di "città-leader" dell’Altomilanese che il sindaco rivendica a tamburo battente. Fra le iniziative in questo senso vi è stata anche la risoluzione di alcune "grane" legali, contenziosi come quello con Accam che aveva alla base problemi sentiti localmente in modo forte. «A Borsano abbiamo bonificato l’area Accam e dalla regione abbiamo portato a casa 1,6 milioni di euro» aggiunge. Ancora, l’accelerata decisa data all’apertura del nuovo tribunale – «diviso non a caso dalla Procura, un segnale politico in vista del giusto processo» dice il sindaco, aggiungendo l’accordo con il ministero delle Infrastrutture sarebbe in dirittura d’arrivo, grazie all’impegno del sottosegretario Mantovani.

Ma l’opera di cui si va più soffertamente orgogliosi a Palazzo Gilardoni è la riduzione delle restituzioni richieste dall’ispezione del Ministero a seguito della vicenda super-stipendi e degli strascichi successivi: «"Salvati" 20 milioni di euro su 24» sottolinea Farioli. La cosa non rabbonisce ancora i dipendenti comunali, in massima parte del tutto incolpevoli del problema, eppure chiamati a restituire cifre non trascurabili: solo obtorto collo hanno infine accettato l’accordo che li salverebbe da conseguenze ancora più pesanti.

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Pubblicato il 08 Gennaio 2009
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