La neve che sta paralizzando il Nord Italia non ha bloccato i lavoratori del comparto cargo che hanno protestato in mattinata a Malpensa. Con l’aeroporto chiuso a causa del maltempo, lo scalo è stato occupato dai dipendenti dell’Alha, società che si occupa dello smistamento e del traffico merci il cui 70 per cento del
mercato era assorbito da Alitalia: con la dismissione annunciata dalla nuova dirigenza del comparto merci, Alha si vede costretta a licenziare circa 150 dipendenti (100 dei quali già in cassa integrazione), più almeno altri 350 a rischio nell’indotto tra cooperative e società di servizi collegate. I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl hanno deciso la protesta per chiedere ad Alitalia di ripensarci e al governo di mettere in atto soluzioni per salvare non solo i lavoratori di Alha, ma tutto il settore cargo, considerato chiave per tutto il sistema Paese. In corteo, prima allo scalo merci, poi alla nuova palazzina dell’Enac per finire davanti alle porte del terminal 1 (chiuso fino alle 13), c’erano un centinaio di persone: «Un buon risultato anche considerando il maltempo – spiega Antonio Albrizio della Uilt -. Questo è solo il primo passo, la situazione è complessa. Il cargo è la questione più urgente, ma il problema rischia di allargarsi a macchia d’olio». «L’adesione è stata massiccia, abbiamo lasciato una lettera all’Enac, spedita anche al presidente del consiglio e al ministro dei trasporti, per chiedere che il governo si faccia carico con Cai della difesa dei lavoratori e del settore merci – spiega Ezio Colombo della Filt Cgil -. Il 13 gennaio prossimo Alitalia dismetterà il comparto cargo, noi chiediamo che sia garantita la tutela dei lavoratori e del mercato: se infatti le merci non voleranno più con Alitalia, saranno perse e andranno a Francoforte, Amsterdam e Monaco». Il 13 gennaio Cgil, Cisl e Uil hanno indetto un’assemblea di tutti i lavoratori dello scalo dalle 7 alle 10 con presidio in aeroporto e gli stessi sindacati hanno aperto la procedura di sciopero di tutti i dipendenti dell’area Malpensa in una data ancora da stabilire. A dare solidarietà ai lavoratori a rischio licenziamento è arrivato anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, accompagnato dal senatore del Pd Luigi Vimercati, dal segretario regionale del Partito Democratico Maurizio Martina e dal responsabile degli enti localo lombardi Alessandro Alfieri: per domani, 8 gennaio, è convocato il “Malpensa day”, convegno-incontro per pianificare le azioni per tutelare e rilanciare lo scalo della brughiera (numerose le adesioni tra associazioni di categoria, sindacati, comuni del Cuv ed associazioni del territorio). Penati, Martina e Alfieri hanno chiesto nuovamente che vengano lasciati liberi gli slot e rivisti i patti bilaterali, mentre per quanto riguarda la situazione del cargo si è unito alla proposta lanciata da Daniele Marantelli: lasciare sei mesi di tempo ai possibili acquirenti del cargo Alitalia prima di dimettere per consentire la presentazione di offerte per un settore considerato appetibile da più parti, oltre che vitale per l’economia italiana. «Oltre a tutelare i lavoratori con tutti i mezzi possibili – spiega Alfieri -, il governo deve farsi carico della difesa di un settore che va razionalizzato, ma funziona. Invece di difendere solo e soltanto gli imprenditori di Cai, pensino anche a proteggere questo comparto». A Malpensa anche il sindaco di Cardano al Campo Mario Aspesi e una delegazione del PdCI intervenuta per sostenere i lavoratori e contestare le scelte del governo e della Lega nella partita Alitalia. Presente anche l’onorevole della Lega Nord Marco Reguzzoni: anche lui ha assicurato l’impegno per la difesa dei lavoratori e del settore merci tutto. La neve ha invece bloccato il ministro Umberto Bossi, che per la chiusura dell’aeroporto non è potuto volare a Roma per discutere con il premier Silvio Berlusconi e perorare la causa di Lufthansa come partner internazionale del vettore tricolore: AirFrance sembra sempre più in pole position, ma la partita non è chiusa.
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