Ridacci domani il nostro pane quotidiano

Una lettrice domanda: che fine fa tutto l'invenduto dei supermercati? "In un grande punto vendita ho visto buttare tutto il pane fresco". Ecco la risposta

Che fine fa il pane del supermercato? E se il supermercato è grande, davvero grande, che fine fanno i quintali di grissini, pane in cassetta, pane per i tramezzini che scadono o stanno per scadere? Se l’è chiesto una nostra lettrice che ci ha scritto una lettera: «Sono una vecchia e fedele frequentatrice del supermercato Esselunga, da quando aprì la prima sede a Milano tanto per dare l’idea.

 

È comodo, economico, pulito, e con personale sempre gentile e disponibile verso la clientela. Tutto perfetto allora? Direi di no. Qualche giorno fa ho assistito ad una scena incredibile. Verso l’ora di chiusura mi trovavo nella zona panetteria-pasticceria del supermercato ed ho visto un dipendente buttare in sacchi della spazzatura, quelli grigio scuri, tutto il pane fresco rimasto sul bancone e sui ripiani vicini.

 

Mi sono permessa di chiedere spiegazioni su questo comportamento, e la persona, molto gentilmente, mi ha risposto che è quello che accade ogni sera, non solo per il pane ma anche per la pasticceria non venduta.

 

Non voglio mettermi a parlare di chi arriva solo alla 3° settimana – continua la lettrice -, di chi si trova già in cassa integrazione, di chi cerca un pasto caldo dai frati, di quelli che vedo frugare nei cassonetti, ma avreste mai immaginato uno spreco così di lusso proprio sotto gli occhi di tutti?  In fondo la Brunella non é tanto lontana e penso che il Banco Alimentare verrebbe volentieri a ritirare a domicilio quei sacchi così preziosi.
Se veramente tutto finisce tra i rifiuti mi sento in diritto di gridare allo scandalo, perché con tutta la buona volontà non riesco a pensare all’iniziativa come a una forma di garanzia  e tutela per la clientela. Pensate si potrà avere una spiegazione?». Firmato Nini Bossi.

E la risposta è arrivata da Esselunga, dalla sede centrale: nel limite del possibile tutto il pane di giornata e quello che sta per scadere torna al fornitore. Esiste un accordo, spiegano da Esselunga, con l’azienda che fornisce le materie prime: alla fine della giornata tutto l’invenduto viene raccolto in un sacco e riconsegnato. Diventerà mangime per animali.
In altre zone d’Italia invece, esiste come auspicava la nostra lettrice, un accordo con il Banco Alimentare: i pacchi di pane confezionato, qualche giorno prima che arrivino alla scadenza, vengono raccolti e consegnati all’associazione regionale che fa capo alla Fondazione nazionale che poi provvede alla distribuzione più capillare, alle mense o alla Caritas. Per i prodotti del giorno lo stesso Banco ha varato il progetto Siticibo che permette di recuperare anche cibi cucinati in mense aziendali, scolastice e catering.
Se dunque una parte dei prodotti invenduti va perduto, è anche vero che da diversi anni si è iniziato a recuperare cibi ancora perfettamente commestibili e le iniziative in questo senso si sono moltiplicate
Per buona pace della nostra lettrice e delle nostre coscienze.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Gennaio 2009
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