L’architetto Guglielmo Mozzoni, artista di fama e ultimo esponente delle casate nobiliari del colle di Biumo, è stato assolto dall’accusa di aver diffamato la Camera di commercio. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Varese, Elena Ceriotti, che ha decretato il non luogo a procedere in merito a una querela presentata, tre anni fa, dall’ente camerale contro di lui. Oggetto del contendere, era l’albergo che la Camera vuole costruire a Ville Ponti. L’architetto aveva espresso la sua contrarietà, con un articolo sulla stampa locale, in cui aveva usato dei toni un po’ forti, parlando di scempio e rivolgendo accuse o critiche (a seconda di come la si veda) ai promotori dell’iniziativa. Le sue parole erano state ritenute offensive dai vertici di piazza Monte Grappa, e al nobile era giunto un avviso di garanzia. La vicenda si è però conclusa con il nulla di fatto. Mentre il dibattito sull’albergo è ancora aperto. L’ipotesi di albergo prevede un edificio all’esterno del parco, e si inserisce in un generale programma di intervento dell’intero Colle di Biumo. Che prevede un percorso tra i parchi e le ville storiche della collina e un ampliamento del museo di Villa Panza. Sono favorevoli le amministrazioni locali e il Fai, che ne è coinvolto con la gestione di Villa Panza, e Amici della terra. Sono contrari Legambiente, Verdi Ambiente e Società, Italia Nostra. E Mozzoni.
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