Milano alza la guardia contro le malattie “clandestine”
Il Comune di Milano, attraverso il progetto "immigrazione sana", ha analizzato lo stato di salute degli immigrati, regolari e non. Molte le scoperte, non del tutto tranquillizzanti
Guardia alta contro le malattie, anche quelle patologie ritenute ormai debellate.
Sono 4 – 5.000 i casi di tubercolosi (4.387 nel 2006) che ogni anno vengono diagnosticati, circa 1500 quelli non ufficiali e il tasso di incidenza (nuovi casi all’anno) nella popolazione generale è di 7 casi su 100.000 abitanti. Nelle grandi città i valori di incidenza sono triplicati: Milano 25/100.000, Torino e Roma 30/100.000. La concentrazione dei gruppi a rischio nelle metropoli influenza l’alto valore rilevato.
Non solo, il 50% dei malati, se non sottoposto a cure specifiche, muore entro 5 anni dal contagio.
Le forme resistenti ai farmaci sono presenti anche in Italia. Tra i nuovi casi di TB, la percentuale di forme multiresistenti (MDR) è del 1,6%; la percentuale di forme resistenti tra pazienti già trattati in precedenza è del 17,7%.
Dalle rilevazioni effettuate dal Comune di Milano grazie al progetto “Immigrazione sana” risulta, in tema di prevenzione, che il 95% del campione esaminato ha effettuato le vaccinazioni obbligatorie nel proprio paese d’origine senza sapere però di quale tipo. Così solo il 3% è vaccinato per la TBC e il 6% ha seguito la profilassi antitubercolare, mentre il 2,5% si è curato solo dopo averla contratta e il 3,5% ha un parente ammalato o deceduto per tubercolosi.
Per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmesse, sono stati 248 i casi di sifilide nel 2007 in Lombardia. Con un aumento generale dell’incidenza di tutte le malattie veneree e ritorno dell’emergenza Hiv: 30mila i sieropositivi in Lombardia.
In Italia la clamidia nel 2008 ha registrato un aumento del 2%. Per quanto riguarda la sifilide, che sembrava estinta grazie alla scoperta della penicillina, i nuovi casi nel 2008 sono stati 1200, soprattutto tra i giovani, con un aumento del 5%.
Ogni anno, un adolescente su venti contrae una MST ( malattia a trasmissione sessuale) curabile, senza contare le infezioni virali, e più della metà delle nuove infezioni di AIDS ogni anno interessano giovani nel gruppo di età 15-24 anni. L’incidenza è in continuo aumento anche a causa della maggiore mobilità dei soggetti e della tendenza ad avere rapporti sessuali con più partner.
Secondo l’ultimo report sull’attività del camper di Immigrazione sana, il numero di contatti con la popolazione straniera irregolare presente a Milano è aumentato, dal giorno di avvio del progetto, del 39% e i colloqui del 14%. Relativamente alla prevenzione delle gravidanze e delle malattie sessualmente trasmissibili risulta che l’80% del campione non utilizza metodi anticoncezionali. Un dato importante se messo in relazione alla quasi totale assenza di esami specifici per tali patologie.
Dopo circa un anno di attività, i dati – che sono stati analizzati all’Istituto Mario Negri – riferiscono di oltre 20mila soggetti immigrati visitati, di cui quasi 18mila irregolari. Le patologie rilevate, in numerosi casi, sono pericolose non solo per la salute del malato ma per l’intera collettività. Dalle visite sono risultate inoltre 1862 infezioni acute delle vie respiratorie, 2922 casi di malattie infiammatorie a carico dell’apparato genitale femminile e 5595 malattie della pelle.
«Questi dati – ha commentato l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna – devono far riflettere. La salute è un bene primario, un diritto e un dovere per tutti. Milano è una città aperta al mondo, dove italiani e stranieri vivono e lavorano insieme ogni giorno e dove quindi bisogna colmare il gap tra diverse culture dello star bene e accesso alle cure nell’ottica di garantire a tutti il diritto alla salute. Mi preme infine ribadire – ha concluso Landi tornando sulla norma che prevede che i clandestini possano essere denunciati dai medici -, che è necessaria cautela e attenzione riguardo al ddl in discussione, perché il pericolo sarebbe quello di avere sul territorio clandestini non più sotto controllo sanitario».
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