Zang Tumb Tuuum: al Sociale va in scena il Futurismo
Sarà una serata memorabile quella di venerdì 20 febbraio per i cento anni del movimento artistico che lanciò il Novecento
Venerdì 20 febbraio, a cent’anni dalla pubblicazione del primo manifesto di Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano parigino "Le figaro", l’associazione culturale "Educarte" presenta, presso il teatro Sociale di Busto Arsizio, una «grande serata futurista» dal titolo “Zang tumb tumb tuuumb tuuuum tuuuum tuuuum. Parole in libertà”. Sul palco, sotto la regia di Delia Cajelli, saliranno gli "Attori del teatro Sociale" e gli studenti del liceo artistico "Paolo Candiani". Prevista anche una performance futurista dell’architetto Carlo Moretti …
«Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerarietà […] il coraggio, l’audacia, la ribellione […] il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della vittoria di Samotracia». Con questa dichiarazione d’intenti, apparsa il 20 febbraio 1909 in un elzeviro pubblicato sulla prima pagina del quotidiano parigino “Le Figaro”, lo scrittore, poeta e drammaturgo Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 1876 – Bellagio, 1944) dava inizio all’avventura di uno dei più noti movimenti d’avanguardia del XX secolo, il solo di matrice totalmente italiana: il futurismo.
Dalla fondazione di questa scuola letteraria e artistica, votata al mito del progresso e della velocità, all’amore del pericolo, all’esaltazione della metropoli, al disprezzo di musei e biblioteche, sono trascorsi cent’anni. Per ricordare l’evento, sulla scia di molte grandi città italiane ed europee, l’associazione culturale “Educarte” organizza proprio per la serata di venerdì 20 febbraio 2009 (ore 21.00) presso il ridotto “Luigi Pirandello”, nuovo spazio dedicato al «teatro di parola e di ricerca» del Sociale di Busto Arsizio, una «grande serata futurista» dal titolo “Zang tumb tumb tuuumb tuuuum tuuuum tuuuum. Parole in libertà”.
L’evento, inserito nel cartellone di “BA Teatro–Stagione cittadina 2008/2009”, vedrà salire sul palco la compagnia “Attori del teatro Sociale” e una ventina di allievi del liceo artistico “Paolo Candiani”, sotto la regia di Delia Cajelli. Ospite d’eccezione dell’appuntamento sarà l’architetto Carlo Moretti, protagonista di una performance a sorpresa.
Sull’impronta delle «gloriose serate futuriste» degli anni immediatamente antecedenti al primo conflitto bellico, show sempre in bilico tra vivaci battaglie di idee e furibonde risse, tra irridenti canzonature e intrattenimenti goliardici, gli attori daranno voce a manifesti programmatici del movimento marinettiano, da quello fondativo del 1909 a quello sul teatro di varietà, ma anche a sintesi e sorprese teatrali futuriste, poesie parolibere, sperimentazioni letterarie e giochi onomatopeici.
Ricco di sketch eccentrici, divertenti e sopratutto inaspettati, il programma della serata prevede, tra l’altro, l’interpretazione delle poesie “La fontana malata” e “Lasciatemi divertire” di Aldo Palazzeschi, degli intermezzi comici “I salamini” e “Fortunello” di Ettore Petrolini e dell’ode “Desolazione del povero poeta sentimentale” di Sergio Corazzini, nonché la lettura drammatizzata di un cospicuo numero di testi poetici e teatrali di Filippo Tommaso Marinetti, dal celeberrimo “Zang Zang Tumb. Bombardamento di Adrianopoli” al "Discorso contro i veneziani", da “Donna + amici = fronte” a “Musica da toletta”, da “Gran teatro del pericolo” alla poesia “Al Duomo di Milano”, contenuta nel breve «autoritratto umorista, spavaldo e simultaneo» che apre il volumetto "Scatole d’amore in conserva".
Non mancherà, infine, un cammeo dedicato agli sviluppo del movimento futurista a Busto Arsizio, e più precisamente alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti ed Enrico Prampolini al teatro Sociale. La «Manchester d’Italia», che dato i natali all’aereo-pittore Ivanhoe Gambini (1902-1992) e che è citata nel «Manifesto del teatro aereo-futurista (Il volo come espressione artistica di stati d’animo)» di Fedele Azari, ospitò, infatti, ben due serate futuriste: il 4 novembre 1930 accolse Filippo Tommaso Marinetti per l’inaugurazione dell’anno didattico dell’Istituto italiano di cultura fascista; il 18 maggio 1931 aprì le porte alla rappresentazione de "La simultanina" dello stesso Filippo Tommaso Marinetti, come ben ricorda il libro "Del teatro. 150 anni di vita teatrale a Busto Arsizio", pubblicato nel 1991 dagli "Amici del liceo" e del quale verranno lette alcune pagine.
Una serata, dunque, ricca di materiali quella ideata dall’associazione "Educarte", che permetterà di rivivere le suggestioni del teatro futurista, così come venne teorizzato nei manifesti del "Teatro di varietà" (1913), del "Teatro sintetico futurista" (1915) e del "Teatro a sorpresa" (1921), nonché in numerosi altri interventi sul tema dello spettacolo, quali “Drammaturghi futuristi” del 1911, “Danza futurista” del 1917, “Teatro aereo-futurista” del 1919, “Teatro visionario” del 1920, “Teatro della sorpresa” e “Teatro tattile” del 1921 e, infine, “Teatro magnetico” del 1925.
In ognuna di queste opere viene sottolineata la volontà di ripudiare le rappresentazioni naturalistiche, di evitare qualsiasi tentativo di illusione realistica e di realismo psicologico; ciò, infatti, nuocerebbe a una libera espressione della creatività e della fantasia. Quello che Marinetti e sodali vogliono è, infatti, -si legge nel Manifesto dei drammaturghi futuristi (1911)- «un teatro dello stupore, del record, della fisicofollia», «nato dalla fulminea intuizione, dalla attualità suggestionante e rivelatrice».
Spazio teatrali apertamente diversi da quelli usuali, situazioni che si risolvono in tempi brevissimi -spesso in un unico, rapido atto- e scenografie astratte o metaforiche -mai realistiche- sono tra le caratteristiche principali del teatro marinettiano. Un teatro nel quale lo spettatore diventa protagonista attivo di quanto avviene sulla scena. Provocando e conducendo il pubblico in «un labirinto di sensazioni improntate alla più esasperata originalità e combinate in modi imprevedibili», gli attori arrivano, infatti, a creare con esso un dialogo serrato, che molto spesso si trasformò, negli anni gloriosi del primo futurismo, -lo ricordano molte cronache dell’epoca- in «un’occasione circense per lanciare ortaggi e frutta agli oratori», in «una battaglia, un pandemonio, un caos».
In occasione dello spettacolo, sarà inaugurata, presso il ridotto “Luigi Pirandello”, la mostra “Omaggio al futurismo”, realizzata dagli studenti del liceo artistico “Paolo Candiani” di Busto Arsizio.
Il costo del biglietto è di euro 8.00 per l’intero ed euro 6.00 per il ridotto, riservato a giovani fino ai 21 anni; ultra 65enni; militari; Cral, biblioteche, dopolavoro e associazioni con minimo dieci persone. Il botteghino, ubicato negli uffici del primo piano, è aperto nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16.00 alle 18.00. Prenotazioni telefoniche possono essere effettuate al numero 0331.679000, in orario d’ufficio: dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, e il sabato, dalle 9.30 alle 12.30.
Informazioni al pubblico: Il teatro Sociale srl, piazza Plebiscito 1, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331 679000, fax. 0331 637289, info@teatrosociale.it, http://www.teatrosociale.it
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