Il Governo promette “soldi veri” per le aziende
Ha avuto esito positivo l'incontro tra il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il premier Silvio Berlusconi. Primo risultato: un fondo di garanzia da 1,3 miliardi per le piccole e medie imprese
Il governo varerà un fondo di garanzia da 1,3 miliardi per le piccole e medie imprese in grado di garantire, con la leva finanziaria che sono in grado di generare i Confidi, cioè i consorzi di garanzia delle associazioni di categoria, 60-70 miliardi di crediti.
Soddisfatta la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al termine dell’incontro di quasi due ore con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e una nutrita rappresentanza di ministri, da quello dell’Economia, Giulio Tremonti, al titolare dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, fino al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Il faccia a faccia avvenuto nel pomeriggio di martedì 17 era stato invocato più volte dagli industriali nel corso della scorsa settimana, fino al grido di allarme sulla "vera emergenza" e sulla necessità di "soldi veri" lanciato nel week end a Palermo al convegno della Piccola Industria, il cui presidente Giuseppe Morandini era seduto al tavolo di Palazzo Chigi insieme al presidente di Confindustria.
«E’ stato un incontro positivo, costruttivo. Su alcuni punti abbiamo visto soldi veri, altri arriveranno. I lavori continueranno in modo spedito e veloce per arrivare a soluzioni concrete nei prossimi giorni", ha detto la presidente, riportando l’impegno del governo a sostenere le imprese.
Accanto al fondo di garanzia mirato a risolvere il problema principale, quello della liquidità, che potrebbe arrivare come emendamento al decreto sugli incentivi auto, l’esecutivo ha assicurato anche l’innnalzamento della soglia di compensazione debiti-crediti con l’erario, da 560.000 a un milione di euro .
La Cassa depositi e prestiti metterà a disposizione 5 miliardi per finanziare la ricerca e "altri fondi per gli investimenti nelle infrastrutture". Tutti stanziamenti, ha precisato Marcegaglia, finora inutilizzati e che saranno adesso "velocemente a disposizione delle pmi".
Infine Confindustria ha anche ottenuto "assicurazione sull’emendamento per una deroga temporanea al patto di stabilità interno, in modo che i Comuni virtuosi possano fare investimenti nelle piccole opere", in quelle infrastrutture cioé immediatamente cantierabili, in grado di rilanciare il settore dell’edilizia. Restano invece in sospeso il nodo, fondamentale per la Confindustria, dei crediti della Pubblica Amministrazione verso le aziende e la proposta, più volte avanzata da Marcegaglia, di detassare gli utili reinvestiti dalle imprese. Su quest’ultimo punto "é in corso un approfondimento", ha detto la presidente degli industriali, mentre dello sblocco dei crediti dell’amministrazione pubblica si potrebbe parlare al prossimo incontro sul credito che il ministro del Tesoro convocherà il 25 marzo.
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