Rizzi: “Testamento biologico, il miglior testo possibile”

Così il senatore del Carroccio in commissione sanita' a Palazzo Madama

”E’ un buon testo, certamente il migliore possibile, che verosimilmente avrebbe potuto essere ancor più valido e condiviso qualora la Commissione avesse potuto procedere nei propri lavori più serenamente, senza l’ansia da prestazione di una tempistica compressa dall’effetto emotivo scatenato dalla vicenda di Eluana Englaro e senza pressioni esterne, mediatiche e politiche”. Cosi’ il senatore Fabio Rizzi, capogruppo Lega Nord in commissione sanita’ del Senato parlando nell’aula di Palazzo Madama nelle dichiarazioni di voto sul testamento biologico. secondo il senatore della Lega ”questo testo, con questo spirito di leale confronto sui contenuti, è stato ulteriormente migliorato nell’aula delSenato. È un testo che parte dalla salvaguardia assoluta della vita e dal diritto alle cure e alla salute, con esclusione di qualsiasi possibilità di eutanasia e di accanimento terapeutico, parimenti fuori legge e coerentemente non previste tra le disposizioni contenute nelle dichiarazioni anticipate di trattamento”. Rizzi spiega come ”viene esplicitata la forma della DAT, che deve essere rigorosamente scritta e sottoscritta, controfirmata dal medico e che svolge anche una fondamentale opera di informazione scientifica al cittadino che la sottoscrive. La DAT verrà custodita in un archivio informatico presso il Ministero, consultabile on line dagli operatori sanitari quando si creino le condizioni per l’applicabilità. Infatti – aggiunge – le indicazioni volute dal cittadino divenuto paziente, vengono sempre tenute in considerazione, ma necessariamente devono coincidere con la situazione clinica del momento di presunta fine vita, partendo dal presupposto che le varie sfaccettature delle condizioni patologiche sono assolutamente impredittibili e determinabili solo dal medico o da un qualificato collegio sanitario”.
Un emendamento presentato dalla Lega Nord, e accolto in Commissione, rileva il sen. Rizzi ”ha escluso, in caso di nomina del fiduciario, il possibile ricorso alla magistratura, che era una delle finalità prioritarie che doveva porsi questa legge. È ovvio che non è possibile sancire per legge un vero e proprio diniego di ricorso in giudizio, diretto innegabile di ogni cittadino, ma sicuramente viene blindata quella parte di magistratura che ama interpretare le leggi per finalità politiche e che quanto meno, ammettendo quei ricorsi che sono espressamente preclusi da questa legge, dovrà assumersi le proprie responsabilità”. L’approvazione della legge impedirà, come invece è successo con la vicenda di Eluana, in vacatio legis , ”che sia la magistratura a legiferare autonomamente e ad emettere quella sentenza di condanna a morte che verrà ricordata come l’unica esecuzione in un Paese in cui tale condanna non è prevista da alcun codice giuridico, tanto meno della Costituzione”.

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Pubblicato il 26 Marzo 2009
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