Addio a Luigi Casola, velocista dei tempi di Coppi
È scomparso all'età di 88 anni lo sprinter bustese del dopoguerra. Vinse 4 tappe al Giro, poi andò a dirigere il velodromo magico di Città del Messico
Il mondo del ciclismo varesino piange un grande ex. È scomparso lunedì a Busto Arsizio all’età di 88 anni Luigi Casola, ottimo velocista dell’immediato dopoguerra ma pure grande organizzatore in Messico, dove visse a lungo dopo il ritiro agonistico.
Casola era un velocista che seppe dare il meglio di sé nelle tappe veloci del Giro d’Italia visto che ne vinse ben quattro: nel ’48 trionfò a Viareggio e Roma, nel ’49 a Venezia e nel ’51 a Napoli. Ma il suo palmares vanta altri traguardi importanti: dal secondo posto dietro a Coppi al "Lombardia" nel 1946, anno del suo esordio tra i professionisti, ai successi ottenuti al Giro del Veneto, alla Agostoni, alla Bernocchi e alla Coppa Placci.
Nato a Busto, Casola (foto da www.museociclismo.it) passò gran parte dell’infanzia sul Lago Maggiore e in particolare a Ispra visto che la madre era originaria del paese: lì iniziò a frequentare anche il mondo del ciclismo grazie agli appassionati che si trovavano nella bottega del "Romeo".
Da abile velocista qual era, Casola trovò gloria anche su pista specializzandosi nelle "Sei Giorni"; una carriera che in un certo senso ne cambiò la vita perché frequentando queste gare nel continente americano conobbe il Messico. Da Busto si trasferì quindi nel Paese delle aquile dove si distinse nel ruolo di organizzatore arrivando a dirigere il Velodromo della capitale, famoso perché – essendo situato in altura – divenne meta di alcuni famosi tentativi di record dell’ora. Da direttore quindi assistette ai record di Ritter prima e di Merckx poi mentre fu parte dello staff che consentì a Francesco Moser di migliorare il primato nel 1984 sempre su quel magico anello.
Esuberante e guascone come molti sprinter, Casola rientrò in Italia alcuni anni fa per il sopraggiungere di una malattia.
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