Danni per 600 mila franchi, fermati tre giovani “writer”
Hanno realizzato graffiti su carrozze ferroviarie e infrastrutture dell'autostrada ma la polizia li ha scoperti. Nel pc di un ragazzo del gruppo circa mille fotografie digitali di immobili e treni danneggiati

Giovani che hanno realizzato numerosi graffiti, in particolare nel corso del 2008, su carrozze ferroviarie e su infrastrutture dell’autostrada A2 e della tratta ferroviaria tra Bellinzona e Chiasso. L’ammontare dei danneggiamenti è stimato in circa 600’000 franchi, attribuibili in gran parte a uno dei tre giovani autori.
L’inchiesta è iniziata il 1 gennaio 2009 a San Gallo, quando alla locale stazione FFS, a seguito della constatazione di un danneggiamento di una carrozza ferroviaria, sono stati fermati i tre giovani sprayer ticinesi che fotografavano il “pezzo” (in gergo un graffito elaborato) da loro appena “disegnato”. Sprayer pure autori di un danneggiamento, sempre tramite graffiti, di una seconda carrozza ferroviaria alla stazione di Rorschach.
I giovani sono quindi stati arrestati per i due danneggiamenti, stimati in oltre 26’000 franchi e detenuti per alcuni giorni. La polizia di San Gallo ha poi richiesto la collaborazione degli inquirenti ticinesi.
Durante le perquisizioni effettuate presso le abitazioni dei tre giovani sono state ritrovate numerose bombolette spray, schizzi di graffiti, vestiti imbrattati di vernice e in un pc circa mille fotografie digitali di immobili e treni danneggiati con graffiti.
In base a questi indizi il Ministero Pubblico di Lugano ha aperto un’inchiesta, coordinata dal Procuratore pubblico Nicola Respini, per stabilire la paternità di numerosi danneggiamenti.
Indagine laboriosa, vista l’entità dei danneggiamenti e l’iniziale reticenza dei giovani, che ha richiesto numerosi interrogatori, sopralluoghi, la creazione di banche dati fotografiche e l’elaborazione di numerose denunce per danneggiamento.
Grazie agli elementi raccolti, l’inchiesta ha permesso di stabilire le responsabilità individuali dei tre giovani attribuendo ad ognuno di loro la personale “Tag” (in gergo la firma apposta sui graffiti).
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