Le sfide dell’energia: un ciclo di seminari per discuterne

L'incontro con Massimiliano Guglielminetti si svolgerà dalle ore 16 alle ore 19 nell’aula C229. Le iniziative sono dell'Unità di Studi su Tecnologia, Innovazione e Sostenibilità

In questo momento di crisi economica mondiale, tutti i principali paesi si trovano ad affrontare la sfida energetica, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra fonti tradizionali e rinnovabili:  per le imprese questo scenario in continua evoluzione è fonte di criticità ma anche di opportunità di business.
Per questi motivi, con un primo ciclo di seminari dal titolo “Le sfide dell’energia: prospettive, gestione e opportunitá”, l’Unità di Studi su Tecnologia, Innovazione e Sostenibilità (Uni.TIS) dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC intende iniziare ad affrontare la tematica in oggetto sotto diversi punti di vista, delineando sia lo scenario energetico internazionale sia le ricadute tecniche, economiche e gestionali. Al centro degli incontri, in particolare, gli strumenti di valutazione di progetti in energie rinnovabili e i principali strumenti ed opportunità in merito per le imprese italiane. Obiettivo dell’iniziativa è anche quello di introdurre alcune delle tematiche che gli studenti LIUC potranno approfondire dal prossimo Anno Accademico 2009/10, con l’avvio dell’orientamento in Energy Management della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale. Giovedì 16 aprile, l’Università ospiterà il seminario sul tema “La valutazione tecnico-economica dei progetti in energie rinnovabili”: relatore, Massimiliano Guglielminetti. Il seminario si svolgerà dalle ore 16 alle ore 19 nell’aula C229.
Ingegnere elettronico, Guglielminetti ha lavorato all’Eni per 22 anni dove è stato responsabile della Produzione Geotermica. Successivamente è stato amministratore di una società del Gruppo Tozzi di Ravenna nel settore dell’impiantistica energetica e delle fonti di energia rinnovabile. Attualmente è amministratore di una società che opera nel settore dell’energia idraulica, eolica e fotovoltaica e della commercializzazione dell’energia elettrica e dei Certificati Verdi.

Il ciclo di seminari è iniziato con un primo incontro tenutosi lo scorso giovedì 2 aprile, con ospite Enzo Di Giulio, Preside della Scuola Enrico Mattei di Eni Corporate University, dove insegna  “Economia e Politica dell’Ambiente” ed “Economia dell’Energia”. Di Giulio ha tracciato un profilo storico dell’ “oro nero”, a partire dalla fine dell’ottocento, ovvero dalla fase ancora pioneristica, caratterizzata dal dominio di un’ unica grande impresa, la Standard Oil, controllata dalla famiglia Rockfeller, da consumi molto contenuti e da una forte oscillazione dei prezzi.
Nella seconda fase, dall’inizio ‘900 agli anni ’30, l’industria petrolifera si estende dagli USA al resto del mondo ed è guidata da un considerevole aumento dei consumi e dalla nascita delle cosiddette Majors (nate dallo scioglimento della Standard Oil, in forza di un provvedimento di legge, lo Sherman Act). In questo periodo si affacciano sulla scena i nuovi paesi produttori, concentrati nel Nord Africa ed in Medio Oriente, dando luogo ad una fase di tumultuoso sviluppo.
Maggiore stabilità dei prezzi a fronte di domanda e offerta in espansione sono stati invece i caratteri dominanti della fase compresa tra 1940 e 1970: i motivi sono da ricercarsi nella concentrazione del mercato e nella razionalizzazione della struttura e organizzazione delle imprese petrolifere.
Un grande salto avviene nel periodo tra gli anni ‘50 – ‘70, quando i nuovi Stati produttori diventano protagonisti della scena mondiale e il baricentro dell’industria petrolifera si sposta definitivamente dal Nord America al Medio Oriente-Nord Africa.
A partire dalla metà degli anni ’80, si aprono nuovi scenari, che portano alla situazione odierna, caratterizzata dall’ampliamento dei paesi produttori, dalla crescita della competizione di mercato, da prezzi molto volatili: le attuali riserve sembrano garantire una produzione di almeno 40 anni (se consideriamo prudenzialmente solo le riserve “provate”, cioè producibili e commercializzabili con ragionevole certezza) estendibili fino a 130  (se si considerano tutte le risorse tecnicamente recuperabili, convenzionali e non).
Tale situazione crea le inevitabili premesse per la ricerca e lo sviluppo di fonti energetiche alternative e in effetti sempre più diffusamente i governi si impegnano per sostenerle.   

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Pubblicato il 15 Aprile 2009
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