Un intrigo internazionale dietro al sequestro Cornacchia
Banchieri indiani, un Mister X inglese, un summit a Lugano e 2 milioni di euro spariti. La deposizione in aula del broker apre la caccia al mandante
Il sequestro del broker Riccardo Cornacchia si tinge sempre più di giallo. E dietro i 4 malviventi che hanno prelevato il consulente finanziario da casa sua e lo hanno tenuto prigioniero a Gravedona, si intravedono nuove misteriose figure: un banchiere indiano chiamato David Singh; la sua banca off shore (International Credit bank); il banchiere Ivor Cohen; un Mister X inglese che nessuno ha mai visto in faccia e che risponde al nome di Steve Russell; l’ex socio di Cornacchia Alessandro Ciacchini. Un episodio chiave emerge dal racconto in aula del broker varesino: un summit all’Hotel Principe Leopoldo di Lugano, un mese prima del rapimento. Siamo nel marzo 2008, tra gli sfarzi dell’albergo, si incontrano due delegazioni: gli indiani della Icb e gli italiani della Simis, ovvero Riccardo Cornacchia, Carlo Santamaria e Alessandro Ciacchini (quest’ultimo, è colui che nel 2005 ha creato la Icb, salvo poi rivenderla alla famiglia Singh, inglesi di origini indiane).
La Icb è in difficoltà; la Commissione svizzera per le banche ha messo sotto inchiesta la Simis per attività bancaria non autorizzata. La società gestiva investimenti in giro per il mondo, tra cui anche soldi della Icb. I conti sono bloccati. La Simis è in liquidazione. E gli indiani, racconta ancora Cornacchia, chiedono come recuperare i soldi di un investimento da 2 milioni di euro, gestito da Alessandro Ciacchini. Perché ne hanno bisogno per saldare un debito. Gli indiani vogliono sapere quando i soldi sarebbero rientrati. Forse a fine aprile, ma il rimborso tarda e il 21 Cornacchia viene rapito
La Icb è in difficoltà; la Commissione svizzera per le banche ha messo sotto inchiesta la Simis per attività bancaria non autorizzata. La società gestiva investimenti in giro per il mondo, tra cui anche soldi della Icb. I conti sono bloccati. La Simis è in liquidazione. E gli indiani, racconta ancora Cornacchia, chiedono come recuperare i soldi di un investimento da 2 milioni di euro, gestito da Alessandro Ciacchini. Perché ne hanno bisogno per saldare un debito. Gli indiani vogliono sapere quando i soldi sarebbero rientrati. Forse a fine aprile, ma il rimborso tarda e il 21 Cornacchia viene rapito
Il broker ha ricostruito quella mattina: dal rapimento, fino al salvataggio da parte della squadra mobile di Varese. Hanno deposto anche il socio, Claudio Santamaria, alla quale fu chiesto il riscatto, e la moglie di Cornacchia. Ma l’udienza è ruotata tutta intorno ai misteriosi mandanti. “Noi sappiamo chi c’è dietro,” ha detto Santamaria al giudice. Di nomi, però, non ne ha fatti. Ma è tutto un po’ strano in questa storia. chi è, ad esempio, Steve Russell, titolare di una società chiamata Cemsa, che pare avesse dei soldi nella banca off shore? Nessuno lo ha mai visto in faccia, ma uno degli imputati, Massimo Ciriello, avrebbe detto a Cornacchia che questo signore voleva recuperare dei soldi. A che titolo? Quanto all’indiano David Singh, Cornacchia cita un episodio interessante: durante il summit a Lugano, lo vede parlare con uno dei due imputati, Riccardo Giorgi, durante una pausa dell’incontro. Ecco finalmente un elemento preciso, forse l’unico: il rapitore conosceva il businessman indiano. Oggi Cornacchia ribadisce: “Io non ho mai avuto debiti, mi hanno rapito per errore”. Prossima puntata il 19 maggio. Al tribunale di Varese.
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