Confiducia, la fiducia sta scadendo
La Camera di Commercio varesina pronta a ritirare le somme che ha versato a favore del fondo che doveva garantire la liquidità alle piccole imprese: 51 milioni di euro, formalmente operativo da febbraio mai mai messo in pratica
L’ultima, definitiva firma è stata messa dalla Regione a fine febbraio: quella che siglava la sua partecipazione al bando Confiducia, realizzato in collaborazione proprio tra regione Lombardia e camere di Commercio lombarde a sostegno delle PMI.
31 milioni di euro da parte delle camere di commercio ( e varese ne mise, cash, 3 milioni solo lei)e 20 da parte della Regione lombardia a disposizione dei Confidi, affinchè potessero garantire i crediti per liquidità che le Pmi richiedevano alle banche e che le banche avevano difficoltà a concedere. Il che significa, tra l’altro, molto più credito a disposizione delle piccole imprese.
Ma, da allora, non un soldo è stato possibile erogare con questo progetto di sostegno al credito dalle caratteristiche evidentemente straordinarie. Tanto che il presidente della Camera di Commercio varesina, Bruno Amoroso, nel suo discorso introduttivo alla giornata dell’economia, ha deciso di “tagliare la testa al toro”: «Noi attendiamo la riunione del 19 maggio (tra l’Unione dellle Camere di Commercio lombarde e i rappresentanti degli istituti di credito, ndr) poi siamo anche disposti ad uscirne, per utilizzare i fondi diversamente. Anche perchè siamo stati la prima Camera di Commercio a mettere a disposizione i soldi».
Su Confiducia Amoroso non era la prima volta che si esprimeva: l’aveva già fatto in occasione del Tavolo Territoriale che si occupava di Expo 2015 e anche lì la preoccupazione era evidente.
Ma di chi è la colpa? C’è qualcuno responabile in particolare di una lungaggine nell’erogazione del credito?
Apparentemente no, o perlomeno non emerge esplicitamente nella tavola rotonda del seminario “Il ruolo degli interventi finanziari a sostegno delle Pmi” che nella giornata dell’Economia ha visto per la prima volta insieme in un contesto pubblico alcuni dei principali attori di questa iniziativa: dal rappresentante delle banche (Alberto Pedroli, esperto di Corporate Credit per Ubi banca) alla rappresentante dei Confidi (Maria Pinotti, direttrice di Fedrfidi Lombardia) da chi ha realizzato fisicamente il progetto (Renato Montalbetti, Unioncamere Lombardia) a chi lo studia (Andrea Usuelli, della facoltà di economia dell’Università dell’Insubria).
Ma i problemi ci sono, anche se nascosti dietro ad una cortina di silenzi. «C’è innanzitutto una oggettiva complessità del sistema, data anche dal numero di attori in campo – spiega Montalbetti – Poi ci sono alcune criticità altrettanto obiettive: alcune di tipo tecnico che ci hanno segnalato le banche, e poi perplessità sull’uso delle risorse integralmente impegnato su questa liquidità. Ma, sia chiaro, non c’è nessuno che sta mettendo i bastoni tra le ruote».
Le “questioni di tipo tecnico” sono molto concrete, stando alle prime sommarie spiegazioni: «Il bando di Confiducia è sulla falsariga di progetti che abbiamo già conosciuto, e sui quali ci siamo già scottati i polpastrelli – spiega Alberto Pedroli – In particolare per questa operazione è previsto un cap, cioè un massimale di sofferenze, cioè un tasso massimo di crediti non riscossi, del 7%: il doppio del solito. E fino ad ora tutti i cap sono stati superati. Forse sarebbe più tranquillizzante per tutti mettere in conto, a protezione dell’operazione, delle manove cuscinetto». UNa obiezione coerente.
Nel frattempo però, sono passati ancora tre mesi: un enormità per uno strumento che avrebbe dovuto tamponare le esigenze di liquidità delle aziende. In tre mesi, di questi tempi, si può persino fallire.
Per questo le camere di Commercio stanno meditando di riprendersi i loro soldi «Per poterli usare più efficacemente» e hanno già previsto il “piano B”: «Il nuovo bando si chiama Confiducia 2, da molti denominato con un po’di ironia"La vendetta" – spiega il rappresentante di Unioncamere Lombardia – Ed è un prodotto esclusivamente camerale, gestito con accordi diretti tra confidi e camera di commercio. Per questo prodotto sono già disponibili 6 milioni di euro».
In attesa di sapere che fine faranno quei 31 milioni già messi a disposizione, e che potrebbero essere fra pochi giorni “ritirati dalla partita”: un peccato mortale, per l’economia varesina e lombarda.
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