E’ già allarme ozono in Lombardia
In inverno è il Pm10, in estate l'ozono: non c'è tregua per i polmoni dei cittadini lombardi. Come sempre il traffico la principale causa d'inquinamento
E’ di nuovo allarme ozono in Lombardia. Sono bastati pochi giorni di caldo e le concentrazioni del gas tossico nell’aria sono già fuori controllo. Per la nostra regione pare non esserci via di uscita: in inverno il PM10 ammorba l’aria, in estate è l’ozono ad intasare le vie respiratorie dei cittadini, e quest’anno l’estate in anticipo ha accelerato anche il superamento delle soglie. I dati forniti dall’Arpa Lombardia parlano chiaro: quasi tutte le province hanno già oltrepassato la soglia d’allarme dei 180 microgrammi per metrocubo e, stando alle previsioni meteo, da domenica è probabile lo sforamento del tetto dei 240 mg/m3, concentrazione considerata dannosa per la salute. A passarsela peggio è la città di Lecco che ieri ha raggiunto il picco di 214 microgrammi per metrocubo: l’anno scorso il primo sforamento si era verificato esattamente un mese più tardi, il 21 giugno. Ma anche tutta la provincia lariana soffre per l’eccessiva concentrazione di ozono: a Valmadrera le centraline hanno toccato i 207 mg/m3, mentre a Moggio si sono toccati i 193 mg/m3. Soglia di attenzione raggiunta e superata anche in provincia di Varese e nell’area del Sempione con Ferno a 203 mg/m3, Busto Arsizio a 186 e Gallarate che ha raggiunto i 182. Ozono alto anche in provincia di Milano: le centraline sono schizzate a Cuggiono (197mg/m3) e a Trezzo d’Adda (191mg/m3). Il gas tossico ha superato la soglia di allarme anche a Ponti sul Mincio(MN), Darfo (BS) e Bergamo. E secondo le previsioni dell’Arpa le concentrazioni di inquinanti nel fine settimana di caldo e afa sono destinate ad aumentare pericolosamente.
Occhi, naso e gola dei cittadini lombardi ancora a rischio, anche se si programma un rilassante weekend fuori porta, a respirar aria pulita, in collina o in montagna: l’ozono non dà tregua, ed anzi, per complessi meccanismi di fisica atmosferica e di trasporto di inquinanti, spesso sono proprio le località rurali quelle che fanno registrare le concentrazioni più alte. Per effetto dei rimescolamenti delle masse d’aria, infatti, questo gas si può spostare anche molto lontano dalle fonti di inquinamento principale, che restano gli agglomerati urbani e il loro traffico. Le cause primarie di inquinamento sono le emissioni di idrocarburi incombusti (COV) e di ossidi di azoto (NOX) che provengono dal traffico automobilistico e che, in presenza di forte irraggiamento solare, innescano una serie di reazioni chimiche il cui prodotto finale è proprio l’ozono, gas estremamente dannoso per le vie respiratorie. Da qui l’aumento di casi di asma e di patologie bronchiali croniche, soprattutto nelle fasce più a rischio: bambini, anziani e sportivi. Così, anche chi pensa di tenersi in forma praticando sport all’aria aperta si espone a seri rischi respiratori. "Non è possibile affidarsi alla clemenza del meteo – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – occorrono provvedimenti concreti per salvare i polmoni dei lombardi. Chiediamo alla Regione come pensa di poter conciliare la salute dei cittadini lombardi con i faraonici progetti di nuove autostrade, tunnel, tangenziali che pesano sui programmi urbanistici dei prossimi anni. Ancora più auto, ancora più inquinamento, estate ed inverno. I presunti benefici economici di queste costruzioni saranno davvero in grado di compensare l’aumento di spesa sanitaria per curare i polmoni dei cittadini lombardi?”.
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