Il Sacro Monte parla cinese
Laura Marazzi, Conservatrice del Museo Baroffio spiega come è nata l’idea di aprire la collezione a visitatori cinesi e albanesi

Come è nata questa idea?
L’idea è nata dalla volontà di corrispondere allo spirito di divulgazione che l’iniziativa regionale vuole esprimere. Abbiamo pensato di rendere il Museo più vicino a un tipo di pubblico che è andato crescendo negli ultimi anni: stranieri e immigrati che sempre più frequentemente visitano il Museo esprimendo la sana esigenza di comprendere storia e tradizioni del paese che li ospita. Non sempre siamo in grado di rispondere alle loro domande: è difficile spiegare a coloro che partono da una cultura diversa dalla nostra. La difficoltà nasce dalla nostra ignoranza: non conoscendo la cultura dell’”altro” risulta faticoso capire da quali argomenti comuni partire, quali temi possano fare da “ponte”. Ecco perché abbiamo chiesto aiuto a stranieri amici.
Chi farà da guida? Dove hai avuto l’occasione di conoscerli?
La guida in cinese sarà condotta dal dottor Tao Liu, ormai da un anno a Varese per partecipare al Master dell’Università dell’Insubria “Il sistema Italia per laureati stranieri extracomunitari: il sistema Italia per i cinesi del XXI secolo”, che ho conosciuto grazie alla dottoressa Irene di Paola, nota sinologa nonché volontaria del Museo. La guida in albanese sarà condotta dalla signora Eleni Nako, giovane sposa e mamma con cui ho stretto amicizia durante le sue ripetute visite in Museo: le ho domandato il favore di tradurre in albanese una scheda sintetica del Museo e poi ho pensato che fosse la persona giusta cui chiedere la disponibilità per questa sera speciale. Colgo l’occasione per ringraziarli pubblicamente per l’impegno e l’entusiasmo che hanno reso piacevoli i nostri incontri di preparazione e che non mancheranno di contagiare chi verrà venerdì 15.
Quali sono le difficoltà di una visita di una collezione di carattere sacro a persone di una cultura molto diversa?
Il patrimonio del Museo non comprende solo opere di arte sacra, perché alla collezione del Santuario si è aggiunta quella privata del barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio, ma è vero che le difficoltà maggiori si hanno quando ci si addentra nella storia della devozione che ha dato origine a questo luogo e alle opere d’arte che nel corso dei secoli l’hanno abbellito, di cui il Museo custodisce alcuni esempi importanti. Non è necessario andare molto lontano: europei di fede cristiana protestante hanno difficoltà a cogliere il significato generale del nostro Sacro Monte, dove il percorso è scandito dalle cappelle con i Misteri del Rosario fino al Santuario di S. Maria del Monte: la figura della Madonna, qui così importante e uno dei cardini dell’identità cattolica, non è facile da mettere a fuoco per un cristiano protestante. Sfido chiunque a spiegare a chi non ha il concetto di ortodossia, come un cinese, che cos’è un’eresia, parola che emerge per esempio parlando della tradizione che vuole che S. Ambrogio sul monte poi detto sacro abbia sconfitto gli eretici ariani.
Dove avete pubblicizzato l’iniziativa?
Abbiamo informato ambasciate e consolati di Cina e Albania; redazioni di giornali on-line e no pubblicati per cinesi e albanesi in Italia; siti Internet dedicati agli stranieri in Italia (quelli attenti anche agli aspetti culturali); associazioni culturali cinesi e albanesi di Milano; varie realtà che promuovono l’interculturalità; università che hanno corsi di lingua cinese e albanese; alcuni esercizi commerciali frequentati soprattutto da cinesi e albanesi. Abbiamo informato la Camera di Commercio di Varese e poi contiamo molto sul passaparola e…sugli amici degli amici!
Vi attendete molta partecipazione?
Lo speriamo (alle 22 ci sarà anche una guida in italiano). Abbiamo già ricevuto alcune promesse di visita. Aspettiamo solo il bel tempo: l’anno scorso il fattore-pioggia ha inciso in modo pesantemente negativo!
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