Cantieri flop: “Gli appalti al ribasso sono un suicidio”

Lo dice l'associazione dei costruttori. Che dopo il caso Aler consiglia a tutti gli enti pubblici di fare appalti con criteri più complessi

Cantiere Aler di via Monterosa, appalto assegnato con il criterio del massimo ribasso, la ditta prone uno sconto del 19%. Risultato? E’ fallita. Cantiere mondiale di viale Europa, la ditta propone un massimo ribasso simile, entra in lite con il comune, vuole più soldi, il cantiere si blocca. Cantiere delle case popolari di via Talizia, stessa ditta del parcheggio, la Breme di Pinacamuno (Brescia), appalto assegnato con il criterio del massimo ribasso e stessa fine: impresa sparita. E poi Busto, Saronno. Insomma, il flop dei cantieri pubblici rischia di diventare una scia che si allarga a macchia d’olio e sono gli stessi costruttori a lanciare l’allarme: bisogna evitare gli appalto al massimo ribasso: “Oggi sono un suicidio – afferma il direttore dei costruttori edili di Varese Gianpietro Ghiringhelli – incentivano a lavorare male, attirano imprese che magari cercano di ribassi spinti per risolvere situazioni economiche difficili, in attesa che succeda qualcosa, cercando magari di alzare il prezzo successivamente”.
Che fare? “La crisi rischia di creare nuovi problemi nei cantieri, la soluzione potrebbe essere quella di evitare il meccanismo del massimo ribasso – spiega Ghirghelli – e cominciare a privilegiare il criterio dell’offerta più vantaggiosa. Abbiamo scritto a tutti i comuni, ci sono metodi molto più razionali che premiano la qualità delle imprese. Si fissano 5 o 6 parametri, (tempi, contenimento energetico, manutenzioni…) e a ognuno di questi capitoli, o argomenti, l’amministrazione affida un punteggio. Alle amministrazioni – continua Ghiringhelli –  fa piacere risparmiare con questa fase di mercato, ma se il lavoro è fatto male… Il problema è che quando una azienda è disperata svende per tentare di tentare avanti l’operatività aspettando i tempi migliori. Usare altri criteri ha anche altri vantaggi: fa crescere la professionalità dei funzionari pubblici, che in questo modo non devono fare solo un conto matematico”.
Primo esempio: Aler. Che, sulla scorta di quanto detto da Ance, si è rivolta a uno studio di avvocati per predisporre nuovi bandi senza il criterio del massimo ribasso. Anche la politica interviene. Per Fabrizio Mirabelli del Pd “il problema da risolvere è proprio quelle delle gare al massimo ribasso, in questo modo non si privilegia la certezza della realizzazione dell’opera e a qualità dei lavori, e quanto successo per i mondiali di ciclismo sta lì a dimostrarlo”.
Infine, i costruttori lanciano un altro appello. “La legge consente l’affidamento diretti per gli appalti sotto i 500mila euro. Noi diciamo: affidate le opere a imprese locali, difficilmente lasceranno i cantieri e metà, ne va della loro reputazione”.

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Pubblicato il 06 Luglio 2009
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