Comuni ricicloni, passo indietro per Varese e provincia
I primi posti in classifica restano appannaggio di Veneto, Trentino e Piemonte. Tra i capoluoghi, Varese scivola in 15° posizione, perdendo sette punti rispetto allo scorso anno
Niente di nuovo sul fronte del riciclo. Così si potrebbe riassumere la situazione della Lombardia fotografata dal dossier nazionale Comuni Ricicloni 2009, presentato questa mattina a Roma da Legambiente. I primi posti in classifica restano appannaggio di Veneto, Trentino e Piemonte e il pur numeroso drappello dei comuni lombardi che ottengono il titolo di "ricicloni" si affolla nella parte media della classifica. A rallentare le prestazioni complessive della squadra lombarda sono i cattivi risultati di raccolta differenziata del capoluogo Milano e quelli, anche peggiori, delle province di Brescia e Pavia che storicamente hanno puntato tutto sulla scelta dei grandi inceneritori come soluzione definitiva. E i risultati sono tutti lì da vedere: i comuni delle province inceneritrici sono quasi tutti assenti dalle classifiche nazionali che valutano non solo la percentuale di raccolta differenziata, ma anche le prestazioni complessive del sistema di gestione della spazzatura. Sono comunque molti i comuni della provincia milanese che si difendono bene e hanno conquistato ottimi piazzamenti nella classifica nazionale. Tra i capoluoghi, Varese scivola in 15° posizione, perdendo ben sette punti rispetto allo scorso anno, e Cremona, sia pure per un soffio, esce dal drappello dei 19 capoluoghi in regola con i requisiti necessari per l’entrata in classifica, fissati quest’anno al 45% minimo di raccolta differenziata, ovvero l’obiettivo definito per il 2008 dal Testo Unico. Sondrio riconferma il piazzamento dello scorso anno al 14° posto, mentre Lecco e Bergamo continuano a scalare la classifica e a migliorare le proprie performance piazzandosi rispettivamente al 5° e 8° posto tra i capoluoghi italiani. Complessivamente, però, poca gloria per la Lombardia, a cui spetta l’unico record del numero di comuni (389, come dire un comune lombardo su quattro) ammessi in classifica. Come sempre ottimamente classificato Cassano Magnago, 40° tra i Comuni sopra i 10 mila abitanti nel’area Nord del Paese con il 72 per cento di raccolta differenziata; sotto i 10 mila abitanti Brunello si posiziona primo tra i Comuni del Varesotto 183° con il 66, 3 per cento di raccolta differenziata. La classifica completa su www.ecosportello.org.
«Da diversi anni si sente il bisogno di un colpo di reni per rilanciare la raccolta differenziata che è stato un primato lombardo negli anni ’90. – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – Purtroppo però la discussione appare fortemente monopolizzata dal tema dei nuovi inceneritori, che in Lombardia non sono un bisogno reale. Le carenze nel ciclo dei rifiuti riguardano, semmai, gli impianti per il trattamento delle frazioni derivanti dalla raccolta differenziata, a cominciare dalla frazione umida che viene prevalentemente esportata fuori regione». La Lombardia è la regione italiana maggiormente dotata di impianti di incenerimento, che trattano ben il 39,8% dei rifiuti prodotti (l’Emilia Romagna è seconda, ma molto distanziata, con inceneritori che bruciano il 22,4% dei rifiuti) e, di conseguenza, è la regione che smaltisce meno rifiuti in discarica (solo il 10% dei rifiuti indifferenziati viene interrato, un dato molto più basso di qualsiasi altra regione; il Friuli Venezia Giulia è al secondo posto con il 28%). «Ogni nuovo inceneritore che verrà realizzato in Lombardia potrà funzionare solo a due condizioni: o si abbasserà la raccolta differenziata, o si dovranno bruciare rifiuti di importazione. Nessuna di queste due alternative fa parte di un futuro sostenibile e desiderabile – conclude Di Simine – Per questo sosteniamo che la scelta di costruire nuovi inceneritori in Lombardia risponde a pure logiche speculative, non certo all’interesse dei cittadini».
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