Due sezioni in più alla scuola materna: “E’ quanto ci spetta”

Il commento dell’assessore Prati: «Nessun favore, Cardano ha ottenuto quanto gli spetta di diritto»

Cardano ottiene due sezioni in più alla scuola materna statale per coprire una lista d’attesa di 40 famiglie iscritte oltre il limite consentito nel plesso di via San Francesco. Dopo la concessione della prima sezione in più in agosto, il 10 settembre è giunta in Comune la comunicazione verbale dal Provveditorato di Varese della disponibilità delle insegnanti necessarie per aprire anche la seconda sezione per le 16 famiglie ancora in lista d’attesa: ora manca soltanto l’ufficialità.
 
«Ringraziamo il Provveditorato e la dirigenza scolastica regionale che si sono battuti per far presente al Governo che i tagli previsti erano insostenibili – spiega l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Cardano al Campo Laura Prati – si è arrivati in ritardo per le conseguenze della legge Gelmini, che ha provocato ritardi nella formazione degli organici dopo aver già prorogato le iscrizioni. Ora aspettiamo con fiducia l’ultimo tassello – l’ufficializzazione dell’apertura della seconda sezione in più alla scuola materna. L’amministrazione comunale ha fatto il suo dovere. Ho partecipato personalmente a tutte le riunioni per le iscrizioni con i genitori, dalle quali erano emersi diversi problemi ed esigenze, forse sfuggiti a chi fa opposizione in modo negligente. I problemi sono stati affrontati tutti con la massima serietà e sollecitudine dall’amministrazione, per quanto le compete (strutture, arredi e risorse messe a bilancio, tutto quanto necessario per l’ottenimento delle sezioni in più) e tutti sono stati risolti. Dalla richiesta del tempo pieno per le scuole elementari alla sezione in più alle scuole medie, fino alle due sezioni in più alla scuola materna. Per quanto riguarda quest’ultima vicenda, le risposte dell’amministrazione sono state tempestive: il 24 agosto ci è pervenuta comunicazione verbale dell’attivazione di una sezione in più alla materna e abbiamo subito avvisato i genitori e predisposto l’aula alla scuola Manzoni, mentre la comunicazione verbale sull’attivazione della seconda sezione ci è pervenuta solo il 10 settembre. Giudicheranno i cittadini se l’amministrazione si è impegnata nel modo giusto. Noi abbiamo fatto la nostra parte, mettendo a disposizione gli spazi, registrando i bisogni delle famiglie e rappresentandoli energicamente nelle sedi istituzionali opportune. Ora ringraziamo il Provedditorato che ha capito le esigenze di una comunità come quella cardanese che si amplia, si sviluppa e, in controtendenza, fa figli. Di certo Cardano ha ottenuto quanto gli spetta: le sezioni in più non solo altro che risposte dovute alle esigenze delle famiglie che hanno chiesto di iscrivere i loro figli alla nostra scuola materna, forse anche perché Cardano è una realtà preferenziale per quel che riguarda i servizi alle famiglie. Qui parlano i numeri, altro che concessioni particolari: è demenziale pensare che la politica possa essere onnipotente e prevaricare i diritti dei cittadini. Respingo con forza al mittente un modo di fare politica che debba passare attraverso i segretari particolari di questo o quel ministro per ottenere nient’altro che ciò che spetta ad una comunità. Restano comunque in piedi le forti criticità già espresse a proposito della riforma Gelmini, che fa tornare indietro la scuola italiana. Lo dico da assessore alla pubblica istruzione, e ritengo di averne pieno titolo dato che mi trovo a dover applicare questa riforma in prima persona. Il tempo pieno senza le compresenze degli insegnanti, ad esempio, penalizza gli studenti più deboli che potranno essere meno aiutati a stare al passo con la classe. E’ una scelta che penalizza la qualità e il diritto allo studio, dato che se un bambino resta indietro è la scuola che deve farsene carico, non i genitori con le ripetizioni. In questo modo si abbatte un pilastro fondamentale della riforma del ’90, che, introducendo le tre maestre alle elementari e le compresenze, andava incontro ai nuovi problemi delle famiglie e della società. Il maestro unico, tuttologo e generalista, è un passo indietro per la scuola elementare che l’Ocse certifica come la migliore del nostro sistema scolastico. Un altro problema drammatico è quello dei tagli all’organico che porta ad avere classi da 30 bambini: più bambini in classe riducono la qualità dell’insegnamento. Eppure il personale qualificato ci sarebbe, ma viene lasciato a casa, come dimostrano le proteste dei precari della scuola di questi giorni. Sono tutti esempi di come il ministro Gelmini voglia risparmiare sulla scuola e sul futuro dei nostri figli, mentre invece altri Paesi si attrezzano e puntano sull’istruzione e sulla formazione. I risultati di questa “bella” legge li vedremo tra qualche anno: a pagare saranno i più deboli, com’è prassi del governo Berlusconi".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Settembre 2009
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