Vino di Hitler a Cuveglio, scoppia il caso in Francia
Una turista francese di origini ebraiche scopre al Gs del paese il vino dedicato al Fuhrer e a Mussolini e scrive ai giornali d'oltralpe. La vicenda provoca l'intervento del gruppo Carrefour, di cui Gs fa parte
Metti, un giorno d’agosto, che una turista francese si presenti in un supermercato delle valli varesine. E sullo scaffale si trovi di fronte una serie di bottiglie di vino che celebrano Benito Mussolini e Adolf Hitler. Metti che la signora sia di ascendenza ebraica. Va a finire che quelle bottiglie di vino rosso piemontese diventano un caso internazionale e da Cuveglio approdano alla sede centrale di Carrefour, il gruppo francese a cui appartiene il marchio Gs.
La vicenda è stata portata all’attenzione da un giornale online transalpino. I fatti risalgono all’agosto scorso, quando la turista francese, in visita a Cuveglio, scopre le bottiglie con in vista il mascellone di Mussolini e i baffetti di Hitler, accompagnati dagli slogan del ventennio. «Si è lamentata subito con noi, spiegando che era offensivo inneggiare così ai dittatori» spiegano al supermercato del paese della Valcuvia. Anche perchè la signora d’oltralpe avrebbe anche parenti di religione ebraica e dunque pare non fosse disposta a farsi quattro risate sulle etichette “goliardiche”. Quello che a Cuveglio non immaginano è che la vicenda approderà su su fino alla direzione di Carrefour, il secondo gruppo mondiale della grande distribuzione, stuzzicata dal fatto che la signora abbia sollevato il caso sui giornali francesi.
La direzione francese ha dichiarato ai giornali d’oltralpe di essere «molto inquieta». E ha messo le mani avanti: «Non eravamo al corrente di questo episodio», hanno garantito. Ogni gestore è libero infatti di acquistare i prodotti che crede, ma attraverso la centrale d’acquisto Carrefour. In Francia le etichette nazifasciste sono una novità mai sentita, mentre in Italia sono già state al centro di discussione e polemica politica. E nonostante il produttore cuneese commercializzi anche il barbera “Giovanni Paolo II”, il cabernet “Che Guevara” e il merlot “Bob Marley”, che a Cuveglio vanno forte. «Ce li chiede la clientela» si giustificano dal supermarket. Ma è un fatto che nella zona, negli ultimi anni, vi siano stati alcuni casi eclatanti che parlano di una presenza radicata di nostalgici dei regimi fascisti.
Dal canto loro, i responsabili italiani di Carrefour – probabilmente richiamati da Parigi – hanno fatto un passo indietro: Giuseppe Brambilla di Civesio, amministratore delegato di Carrefour Italia ha chiesto il ritiro delle bottiglie “nostalgiche” dagli scaffali di tutti i Gs del Regno. Pardon, della Repubblica. E Cuveglio ha obbedito: già da martedì mattina i tre scaffali di vino “politico” sono stati sgomberati.
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