“La direttiva ministeriale penalizza la concorrenza nel trasporto merci”
Le imprese di trasporto ferroviario chiedono delucidazioni sulla cessione degli scali merci da parte di RFI ad altre società del gruppo FS. Una mossa che metterebbe Trenitalia in posizione di vantaggio sul mercato
«Speriamo di aver frainteso il senso della direttiva ministeriale riguardo la cessione di alcuni impianti merci da parte di RFI verso altre controllate del gruppo, perché, se così non fosse, tale direttiva rappresenterebbe un grave colpo al già difficoltoso processo di liberalizzazione del mercato del trasporto ferroviario in Italia». Questo il commento di FerCargo, l’associazione che riunisce le principali imprese ferroviarie private di trasporto merci su rotaia, in relazione ad una direttiva ministeriale che consente alla società del gruppo FS che gestisce le infrastrutture di affidare gli scali merci “ad altre società del gruppo”. In pratica il timore di Fer Cargo è che RFI affidi gli scali merci a Trenitalia, che è sempre una società del gruppo FS. Una mossa che metterebbe in posizione di vantaggio Trenitalia rispetto alle (ormai numerose) imprese di trasporto ferroviario.
La direttiva in questione, dopo aver citato più volte nelle premesse il processo di liberalizzazione come auspicabile ed in fase avanzata, cita testualmente: “Al fine di ridurre gli oneri di manutenzione che sono attualmente a totale carico dello Stato, RFI, in forza della presente direttiva, potrà liberamente procedere al trasferimento/assegnazione degli impianti merci non compresi nell’elenco di cui all’Allegato.1 (circa 70 ) in capo ad altre società del gruppo FS – Trenitalia tra queste – nell’ambito di qualunque operazione di riorganizzazione ed anche nel quadro di operazioni di capitalizzazione e patrimonializzazione”.
La liberalizzazione del trasporto merci è ormai una realtà consolidata, con decine di imprese dotate di proprie locomotive e personale: in provincia di Varese risultano molto attive in particolare SBB Cargo (che ha base a Gallarate) e la società italiana controllata dalle DB, le ferrovie tedesche. E tra gli scali che RFI potrà trasferire ad altre società del gruppo ci sono anche quelli di Gallarate e Rho. «Se quanto previsto dalla circolare venisse realmente applicato – scrive l’associazione di categoria del trasporto merci su rotaia – vorrebbe dire che si attribuirebbe la proprietà ad un’impresa ferroviaria di alcuni elementi del sistema infrastrutturale il cui accesso dovrebbe invece essere per definizione chiaramente libero a tutti i player del mercato. Tutto questo senza che nella direttiva sia presente alcun vincolo per il nuovo proprietario/gestore di preservare la possibilità per tutte le imprese che ne manifestassero la necessità di poter accedere all’impianto stesso».
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