Taglio del nastro con governatore: due nuovi reparti per l’ospedale

Formigoni ospite d'onore all'inaugurazione di Medicina II e Riablitazione funzionale. Spazi moderni e ampi per la degenza e le terapie

Giornata di tagli del nastro quella odierna all’ospedale di Busto Arsizio. Sindaci, assessori, consiglieri, ufficiali delle forze dell’ordine, e naturalmente primari, dottori e infermiere, tutti in fila per accogliere il presidente della Regine Lombardia Roberto Formigoni, ospite in occasione dell’inaugurazione delle nuove sedi del reparto di Medicina II (diretto dal dott. Severino Caprioli) e dell’unità di Recupero e Rieducazione Funzionale (dott. Enzo Brusini, coordinata in collaborazione con la dott.ssa Rosalia Chendi), al primo e secondo del padiglione Bizzozero che ospita al pianterreno anche l’hospice, dedicato a dare umana assistenza e cure palliative ai malati terminali.

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Strutture e reparti rinnovati in ospedale 4 di 12

La palazzina è antica: risale infatti al 1935, piena epoca fascista, e nacque come sanatorio, difatti è ancora circondata da importanti essenze arboree vecchie di decenni. Quanto alla riablitazione che ora trova sede nel padiglione, è a sua volta un reparto con una lunga storia risalente ad almeno un trentennio. Negli ultimi anni si è intervenuti sulla psichiatria e sull’hospice al piano rialzato. All’opera di risistemazione del primo e secondo piano (2.800 mq l’uno circa), effettuata con un finanziamento di 5milioni 476mila euro, si è aggiunta la realizzazione di 5 nuovi ascensori, due dei quali secondono fin nei sotterranei del’ospedale, e di una nuova rampa di scale per un costo di 300mila euro. Inoltre, è stato recentemente terminato il rifacimento completo delle facciate dello stabile (440mila euro).

Impegni economici che sono appena una goccia nel mare di investimenti della sanità lombarda, vero pilastro del bilancio (e del potere) regionale. Lo rimarca soddisfatto Formigoni. «L’eccellenza della sanità lombarda è garantita dall’investimento in infrastrutture» dichiarava alla stampa, «Non è un caso se negli ospedali lombardi arrivano dei pazienti anche da Paesi come la Francia, la Gran Bretagna, la Germania: siamo riconosciuti come una punta di lancia della sanità a livello internazionale». Come sempre prodighi di sentimento i ringraziamenti del direttore Zoia verso il personale: senza dimenticare di portare i suoi auguri al presidente del consiglio Berlusconi, sulla cui aggressione a Milano si era già espresso in tono piuttosto irato il presidente Formigoni. 

«Stanno sorgendo nuove strutture in questo ospedale» constatava il presidente-governatore come dato di fatto positivo, «si va dal nuovo pronto soccorso a tanti reparti ristrutturati negli ultimi anni, ma si lavora anche sulle facciate dei padiglioni». Anche l’occhio vuole la sua parte, aveva opportunamente ricordato Zoia: altrimenti l’ospedale rischia davvero di diventare un luogo triste. «Occorre anche la bellezza, il paziente non deve sentirsi un recluso, ma al contrario come fosse a casa sua».
Formigoni annuncia anche nuovi interventi a venire: la ristrutturazione di tre piani del padiglione polichirurgico (per le sedi di neurologia, ortopedia, cardiologia), e la dotazione di una Pet-Tac per la medicina nucleare che si installerà a giugno, e di un angiografo digitale, elementi dell’ultimo "pacchetto" di investimenti da 60 milioni di euro votato il mese scorso dalla giunta regionale. Ma il Pirellone non ha dimenticato altri aspetti del mondo degli ospedali lombardi: ad esempio la ricca dotazione di opere d’arte donate nei decenni da facoltosi pazienti, grati per l’assistenza ricevuta. «Si tratta di 20.000 opere di grande valore, fra cui 8.000 dipinti, uno di Biagio Bellotti è stato fra quelli la cui riproduzione  abbiamo proiettato sullo sfondo del grattacielo Pirelli. Era uso un tempo donare agli ospedali» rievoca il presidente «poi questa consuetudine si è persa, in coincidenza con la statalizzazione della sanità» precisa. «Noi in regione abbiamo intrapreso il cammino inverso, quello di valorizzare il rapporto fra gli ospedali e il loro territorio». Quale che sia l’ottica ideologica di partenza, al centro di tutto c’è e resta la persona sofferente e bisognosa di cure specialistiche: «Quando parliamo di riabilitazione» ha detto Formigoni «intendiamo un progetto di vita per i pazienti. Ognuno differente nella sua individualità, nei bisogni, nelle problematiche sanitarie cui bisogna rispondere».

È stato quindi tempo per la folta comitiva, di cui facevano parte fra gli altri anche i consiglieri regionali varesini Tosi e Adamoli, di visitare le strutture, inaugurate con tanto di ostentata posa del crocifisso (e ormai il gesto, complici le polemiche sull’argomento, suona più politico che cristiano).
I due reparti sono momentaneamente semivuoti, ma saranno portati a pieno regime di funzionalità a partire da mercoledì con il trasferimento degli ultimi elementi di arredamento. Medicina II ha 40 posti di degenza (a regime saranno 12 in più rispetto al passato), 4 di Day Hospital e una camera-cella per un detenuto; l’unità di Recupero e Rieducazione Funzionale  ha 20 posti letto e attività ambulatoriale, fra l’altro vantando un eccellente spazio-palestra dotato di ogni comfort per la terapia fisica dei pazienti. Tutto fra pareti dipinte di un giallo "caldo" e solare che sembra avere un effetto positivo sull’umore: si è dunque pensato a tutto. Anche alla privacy: camerette a due letti, alcune anche singole, tutte con bagno. Non manca l’aria condizionata, volendo.

I reparti

Medicina II

“La Medicina II – spiega il primario Severino Caprioli – ha sempre conservato la propria identità di Medicina Interna, cioè una disciplina dedicata al ricovero di pazienti con le più disparate patologie, da ricevere perlopiù con i caratteri dell’urgenza dal Pronto Soccorso – sono il 95% – e che abbiano la necessità di un inquadramento clinico preciso per essere poi  eventualmente affidati alle diverse specialità mediche e chirurgiche. E’ inoltre il reparto di riferimento per il proseguimento del ricovero dei dimessi dalla Rianimazione: pazienti quindi molto complessi”. La Medicina II dispone di un organico composto da 9 medici oltre al primario, e ha 12 ambulatori specialistici prevalentemente in endocrinologia e tireopatie, ipertensione arteriosa e rischio cardio-vascolare, patologie autoimmuni e reumatologia, vulnologia e controllo delle terapie anticoagulanti. Nel 2008 il reparto ha effettuato 1.037 ricoveri. Nel 2009, fino al 30 novembre, 950. Per quanto riguarda l’attività ambulatoriale, sono state effettuate nel 2008 oltre 5mila visite, 4.900 al 30 novembre del 2009.

L’Unità Operativa di Recupero e Rieducazione Funzionale

“La nuova struttura – spiega il primario Enzo Brusini – sarà una struttura unica che accoglierà le diverse componenti della Medicina Riabilitativa dell’Ospedale di Busto Arsizio: il Servizio ambulatoriale di Fisiochinesiterapia con Palestre e Terapia Fisica rivolto ai pazienti esterni e il Reparto di Degenza Riabilitativa con venti posti letto di Riabilitazione intensiva (Specialistica). Saranno riuniti in un unico e spazioso piano in una logica, tutta riabilitativa, di percorso di cura e di integrazione”.
La Riabilitazione medica si rivolge alla disabilità, cioè alla funzione persa in seguito ad una malattia. È rivolta a pazienti con difficoltà ortopediche e neurologiche, ma non solo. Il settore negli ultimi decenni ha vissuto un rinnovamento nei concetti e nei percorsi di terapia. Nel Servizio Ambulatoriale e Degenza lavorano 3 medici oltre al primario e direttore del Dipartimento Aziendale Brusini, un coordinatore di dipartimento, un coordinatore dei fisioterapisti, 19 fisioterapisti, un logopedista, due infermieri, un operatore socio-sanitario e un amministrativo. In degenza: un coordinatore infermieristico, 10 infermieri, 9 operatori socio-sanitari e un ausiliario.
Dati di attività 2008
Ricoveri: 261 (193 da gennaio a ottobre 2009); Prestazioni per pazienti esterni: 58.712 (45.711 da gennaio a ottobre 2009).

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Pubblicato il 14 Dicembre 2009
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